Silvia Vianello, autrice di libri sul marketing di dubbia utilità scientifica

Riceviamo e pubblichiamo l'esperienza di persone che si sono imbattute nella pubblicità online di Silvia Vianello, che si spaccia in maniera falsa per docente della Bocconi.

«Da qualche tempo i social network sono invasi di pubblicità. E fin qui non ci sarebbe niente di strano, considerando che è la loro unica fonte di guadagno. E invece no, purtroppo non è normale, perché tale Silvia Vianello si fa pubblicità gratis, o come si dice in gergo, "a scrocco". Vale a dire, invece di comprare regolarmente gli spazi pubblicitari dei social network e utilizzarli per promuovere i propri corsi e/o libri, pubblica direttamente messaggi contenenti i link alle pagine di Amazon che vendono i propri prodotti. Dopodiché fa in modo che il maggior numero possibile di contatti metta "mi piace", ed ecco che la pubblicità si propaga "a sbafo" nel social network senza sborsare un centesimo. Peccato solo che questa pratica, chiamata "spam", sia vietata nella rete Internet da almeno trent'anni, e ovviamente è vietata anche nei regolamenti dei principali social: Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram e chi più ne ha più ne metta. D'altra parte, è evidente che il personaggio in questione non comprende il fastidio sistematicamente arrecato a tutte le persone che si ritrovano in bacheca la sua pubblicità non richiesta, senza avere mai stretto contatti con lei. Anzi, perché preoccuparsi? È un'ottima opportunità per stringere nuovi contatti, e quindi estendere le ondate di pubblicità abusiva.

Cerchiamo però di capire cosa vuole venderci con tanta insistenza questa Silvia Vianello… chissà, potrebbe essere un'opera letteraria di valore, e quindi è indispensabile bombardare migliaia di persone contemporaneamente per diffondere la notizia. I messaggi ci informano che si tratta di un libro interessantissimo, intitolato "Come diventare una persona di successo". Nell'intervista pubblicata su Millionaire — storica rivista di bidoni del multilevel-marketing — che viene accuratamente allegata ai messaggi non richiesti, possiamo avere il privilegio di ricevere qualche anticipazione su quali sono i segreti per raggiungere il "successo". Innanzitutto, ci viene consigliato di imparare le lingue, altrimenti non potremo fare strada. Dopodiché, dobbiamo fare tesoro delle critiche costruttive che provengono dai nostri colleghi, cercando però di distinguere bene le opinioni banali dai consigli utili. Inoltre, dobbiamo lavorare su un obiettivo alla volta: se mettessimo troppa carne al fuoco, rischieremmo di non concludere nulla. Ah, nel frattempo è bene affinare le proprie capacità di leadership e circondarsi un gruppo di persone valide. Seguono altre preziose anticipazioni che, per motivi di spazio e di tempo, non riportiamo. È evidente che si tratta di consigli originali ed elaborati. Serviva Silvia Vianello per capire che è importante usare le lingue, e quindi non possiamo non chiederci che tipo di lingua abbia usato lei per "fare successo" nella vita. No, non sono banalità da fare invidia a Novella 2000 o Grazia — con il massimo rispetto per queste due pubblicazioni — bensì abbiamo di fronte vere e proprie perle della storia del marketing. D'altra parte, per fare successo serve forza e determinazione, come darle torto? Sembra un concetto già espresso da un'altra nota professoressa, molto stimata su Facebook:

In fin dei conti, da una persona che nella biografia/cv in allegato si presenta come conduttrice Sky di una trasmissione dedicata alla "tecnologia che migliora la vita", come potenziale concorrente del Grande Fratello che deve valutare se partecipare all'importante reality show, e come professoressa di marketing alla Bocconi — affermazione che però risulta falsa perché il suo nominativo non è presente nell'archivio ufficiale CINECA dei docenti universitari italiani — riceveremo senza dubbio valide istruzioni per "fare successo" con la nostra startup. Peccato però che nel libro abbia dimenticato di descrivere la sua unica strategia di marketing che, nostro malgrado, abbiamo effettivamente visto all'opera: inviare su Internet pubblicità "a scrocco" di massa. In effetti ha funzionato: è proprio il modo che ci ha permesso di conoscere la figura di Silvia Vianello, di cui in precedenza ignoravamo felicemente l'esistenza.»

Le catene di Sant'Antonio di Silvia Vianello

Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni circa una catena di Sant'Antonio ideata da Silvia Vianello, denominata #unlavoropertutti in cui — come si deduce dal nome — si promette un lavoro a tutti. Ovviamente mai nessuno ha ottenuto un lavoro in questo modo, con grave danno per i disoccupati italiani che vengono illusi. Poiché la catena prevede che si debba cliccare sull'hashtag e seguire la pagina di Silvia Vianello, il sistema appare come un rudimentale meccanismo pubblicitario ingannevole finalizzato esclusivamente a raggranellare "like" sui social network, scimmiottando altri sedicenti esperti italiani di marketing, privi di qualsivoglia credenziale nel settore, come Rudy Bandiera o Luca La Mesa. Tuttavia, Silvia Vianello sostiene di essere stata autorizzata da tante multinazionali, tra cui Amazon. Non è ben chiaro se queste sue affermazioni siano vere oppure no, ma in ogni caso le multinazionali non hanno mai confermato (e probabilmente non hanno smentito perché non sanno neppure chi sia Silvia Vianello).

Tipica conversazione su LinkedIn con Silvia Vianello:
Utente: Cliccando su questo annuncio trovo lavoro?
Silvia Vianello: Sì ovvio, l'importante è cliccare su "Seguimi" e ricondividere il mio post usando l'hashtag #unlavoropertutti Più siamo e meglio è!
Utente: Ma sicuro che funziona davvero?
Silvia Vianello: Certo, sono le aziende a contattarmi affinché io trovi candidati per loro. Quindi il lavoro è assicurato, tutto garantito.
[Viene infine allegata la foto di una porzione di qualche email completamente inutile.]

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