Selvaggia Lucarelli: la finta giornalista professionista che dirigeva il blog di fake news e casi umani Rolling Stone

Continuando la nostra esplorazione delle truffe riuscite male, ci imbattiamo nel bizzarro personaggio di Selvaggia Lucarelli, la quale, sin dai primi anni 2000, si spaccia per una persona che di professione fa la giornalista a tempo pieno, ovvero la giornalista professionista, con tanto di laurea in "giornalismo". Tutto falso. Nel frattempo si è anche vantata di avere diretto un'importante (?) testata denominata Rolling Stone, così come di essere stata giornalista per Sky, La7, il Fatto quotidiano, Libero, RAI, Mediaset e chi più ne ha più ne metta, oltre che autrice di strampalati libri, con trame palesemente scopiazzate, in vendita pure su Amazon in formato ebook PDF a prezzi tutt'altro che popolari. Peccato solo che Selvaggia Lucarelli non sia mai stata iscritta all'Ordine dei giornalisti come giornalista professionista — non avendo mai superato l'esame obbligatorio per legge per l'accesso all'albo dei giornalisti professionisti — e dimentica — o forse non sa, perché il livello culturale è quello di un caso umano allo stato selvaggio — che le sue affermazioni equivalgono a commettere il reato di esercizio abusivo di professione ex art. 348 del codice penale. Eppure, sono più di 15 anni che ci prende per i fondelli (o almeno ci prova). Per passare il tempo, potrebbe inoltre prendere a testate la sua "testata web" Rolling Stone Italia, la quale, non essendo registrata presso alcun tribunale italiano, non è affatto una testata.

Ovviamente Selvaggia Lucarelli non ha neppure la laurea, anche se ha provato a comprarsene una da una finta università, come vedremo in seguito.

Chissà per quale motivo questo selvaggio personaggio persista nell'insultare l'intelligenza altrui, quando poteva benissimo continuare a fare quello che faceva prima, ovvero qualche buffa comparsata televisiva auto-elogiando il proprio ruolo di blogger. Pensate un po', blogger, un lavoro molto complesso che può essere fatto anche un bambino dell'asilo: infatti, per diventare blogger, è sufficiente cliccare sul pulsante crea nuovo blog di Wordpress o Blogger. Certo, lei sa pure come si fa per mettere un post su Facebook, Twitter o Instagram, ma anche in questo caso un bimbo della scuola materna non sarebbe da meno.

Dopo aver abbandonato il vecchio blog denominato Stanza Selvaggia, la Lucarelli si è spostata su un altro sito che, come abbiamo visto, non essendo una pubblicazione registrata, è anch'esso un blog, cioè Rolling Stone Italia — che non ha nulla a che fare con l'originale Rolling Stone americano, o men che meno con i Rolling Stones. In pratica ha semplicemente cambiato blog — evidentemente lei stessa si vergognava della situazione penosa di quello vecchio — ma ci spaccia questo banale cambio di nome come "assunzione dell'incarico di direzione della testata Rolling Stone". Non solo questa affermazione non ha alcun significato, ma è anche illegale.

Dispiace vedere il modo in cui la rivista (cartacea) Rolling Stone venga ridotta a un sito di spazzatura per casi umani e fake news, ma non siamo affatto sorpresi e, in realtà, a parte le solite discariche di pettegolezzi, da Selvaggia Lucarelli ci aspettiamo di peggio. Se non ci credete, continuate a leggere.

Le condanne di Selvaggia Lucarelli

Apprendiamo dal Corriere della Sera: "«Quella miss è una trans», Selvaggia Lucarelli condannata" (cronaca di Roma del 2 novembre 2016). Lo conferma, lo stesso giorno, anche il quotidiano Il Tempo: "«C'è una trans a Miss Italia»: Selvaggia Lucarelli condannata". In sostanza, in una delle sue lunghe e consuete elucubrazioni, Selvaggia Lucarelli aveva affermato che Alessia Mancini, finalista del concorso Miss Italia, fosse transessuale. Una vera e propria bufala, che è stata punita con la condanna della Lucarelli per diffamazione, nell'aula 1 penale del Tribunale di Roma. La sentenza è passata in giudicato (quindi la Lucarelli non può più impugnarla).

Un qualsiasi essere umano dotato di un minimo di cervello avrebbe pensato che, dopo una condanna di questo genere, la Lucarelli si potesse dare una calmata. E invece no: vuole fare carriera nel settore della diffamazione, e quindi viene qualche mese dopo condannata per diffamazione aggravata. Questa volta, l'ennesima vittima è Barbara D'Urso, che la Lucarelli ha pensato bene di paragonare al defunto ufficiale nazista Erich Priebke, tristemente noto per essere stato uno degli esecutori dell'eccidio delle Fosse Ardeatine. Dall'ANSA del 29 novembre 2017: "Selvaggia Lucarelli ha diffamato Barbara D'Urso su social". Leggiamo che

Nel corso del processo l'imputata [Selvaggia Lucarelli] si è sempre rifiutata di porgere le proprie scuse alla persona offesa. Barbara d'Urso aveva evidenziato come il commento della Lucarelli fosse gratuitamente offensivo, basato su fatti falsi e manifestamente incontinente, travalicando i limiti della libera manifestazione del pensiero per ledere direttamente l'altrui reputazione.
Al termine del processo, il tribunale, accogliendo le richieste della parte civile, ha riconosciuto l'esistenza della contestata diffamazione aggravata ed ha pertanto condannato Selvaggia Lucarelli alla pena di 700,00 euro di multa, oltre al risarcimento del danno e alla rifusione delle spese legali sostenute dalla persona offesa.

La Lucarelli si difende tuttora sostenendo che la condanna è ingiusta perché la sua era solo "satira". Apprendiamo quindi che, per Selvaggia Lucarelli, l'evento storico della strage delle Fosse Ardeatine è una semplice questione di "satira": è un po' come quando faceva "satira" su Fabrizio Frizzi, che però poco dopo è morto perché in realtà era gravemente malato. Finora i giudici — che evidentemente non sono fessi come pensa la Lucarelli — non le hanno creduto, ma lei non la smette e dice di volersi appellare fino alla Cassazione (rischiando quindi di pagare ulteriori spese processuali, risarcimenti ecc.… non ci sembra proprio un affare).

Comunque, si va da una condanna per diffamazione, a una per diffamazione aggravata. Complimenti alla favolosa carriera di giornalista professionista di Selvaggia Lucarelli.

Sorvoliamo, infine, sui suoi numerosi carichi pendenti. Non è un caso che la Lucarelli si rifiuti sempre di mostrare il certificato penale e il certificato dei carichi pendenti.

Ci chiediamo, tuttavia, come mai Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano e paladino del giustizialismo, faccia scrivere sul proprio giornale una pluri-condannata come Selvaggia Lucarelli. Di fatto è l'unico giornale che ancora crede al miscuglio di pagliacciate e menzogne della Lucarelli, dato che quest'ultima è stata cacciata da tutti gli altri giornali in cui aveva lavorato prima.

Selvaggia Lucarelli cambia idea: "non ho la laurea e non sono giornalista"

Tutto d'un tratto, all'interno di una delle tante polemiche e risse che scatena contro chiunque le venga in mente, Selvaggia Lucarelli se ne esce nel 2016 con questa affermazione su La7:

"La più grande soddisfazione della mia vita? Scrivere su un quotidiano, senza laurea né tesserino da giornalista, soltanto grazie al mio talento", queste le esatte dichiarazioni di Selvaggia rilasciate a F, il settimanale dedicato all'universo femminile di proprietà dello stesso editore di La7.

Apprendiamo, quindi, che quando le fa comodo dice di essere laureata in giornalismo e di essere giornalista professionista; in altri momenti, però, nega tutto. È curioso anche il fatto che dica, da sola, di avere "talento".

Selvaggia Lucarelli aveva anche provato a comprarsi una laurea in giornalismo presso l'università popolare di Milano; peccato però che sia l'università che la laurea fossero tarocche. La sedicente università utilizzata da Selvaggia Lucarelli è stata infatti più volte condannata, sia dall'AGCM che dal Consiglio di Stato, per pubblicità ingannevole di lauree false e non accreditate dal Ministero dell'istruzione. Anche l'ex vice rettore della finta facoltà di giornalismo era già stato condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso. La cosa ancora più buffa e preoccupante, inoltre, è che in Italia la laurea in giornalismo neppure esiste! (fonte: MIUR)

Selvaggia Lucarelli cambia ancora idea: "Inizierò le pratiche per prendere il tesserino da giornalista pubblicista"

Dopo 15 anni di frottole raccontate a tutta l'Italia circa la sua inesistente "professione di giornalista", nel 2018 la Lucarelli annuncia trionfalmente su Twitter che "dopo l'estate inizieranno le pratiche per prendermi il tesserino da giornalista pubblicista". Peccato solo che la Lucarelli mostri (o faccia finta) di non aver capito la differenza tra professionista e pubblicista: il secondo caso, ovvero quello da lei prospettato, è semplicemente un tesserino che permette di dedicarsi al giornalismo occasionale (mentre la professione a tempo pieno è riservata ai professionisti). La durata complessiva del praticantato per il rilascio del tesserino di pubblicista, tra l'altro posseduto da decine di migliaia di italiani, è di due anni, e per hobby può farlo chiunque, compreso il barista che avete sotto casa. Il titolo di studio richiesto è la terza media. Selvaggia Lucarelli invece ha già impiegato 15 anni, ammesso che alla fine arrivi a prendere il tanto agognato tesserino. In pratica è come festeggiare in anticipo per avere preso la terza media in 15 anni di tempo invece di tre. Complimenti davvero per avere raggiunto il favoloso traguardo.

Aggiornamento: la pregiudicata Selvaggia Lucarelli viene cacciata da Rolling Stone

È durata poco più di tre mesi, ovvero da gennaio ad aprile del 2018, la collaborazione tra la finta giornalista professionista Selvaggia Lucarelli e il sito Rolling Stone. Il proprietario si sarà accorto delle querele per diffamazione che la Lucarelli e il sito milanese hanno iniziato a ricevere in questo breve lasso di tempo; la pregiudicata Lucarelli è stata quindi costretta a lasciare il sito Rolling Stone, dove nessuno la rimpiange anche perché successivamente ha iniziato a inveire per ripicca contro il sito stesso, dopo averlo a lungo elogiato. Poverina, il proprio cervello le fa brutti scherzi.

Bibliografia

Corriere della Sera, «Quella miss è una trans»: Selvaggia Lucarelli condannata, 2 novembre 2016
Il Tempo, "C'è una trans a Miss Italia", Selvaggia Lucarelli condannata, 2 Novembre 2016
ANSA.it, Selvaggia Lucarelli ha diffamato Barbara D'Urso su social, 29 novembre 2017
AdnKronos, "Ma che c'entra Lucarelli col rock?", lettori Rolling Stone in rivolta, 15 dicembre 2017

Redazione online