Qual è la migliore università telematica per laurearsi online senza spostarsi mai da casa?

Le università telematiche che vi fanno viaggiare per sostenere gli esami sono superate e servono solo a spillare soldi. L'altro spreco di soldi è rappresentato dalle finte università, che non vi fanno viaggiare ma vi rilasciano lauree false. Oggi, invece, questi problemi sono risolti: gli esami si fanno a casa, ed è tutto perfettamente legale e riconosciuto dal governo USA e dal Dipartimento dell'istruzione.


La migliore università telematica è quella che non vi fa pagare la retta annuale, e soprattutto non chiede mai di spostarvi. Le università telematiche italiane dicono di fare tutto online, ma in realtà vi costringono a sostenere gli esami nelle loro sedi. Per chi abita fuori città, è una gran perdita di tempo (bisogna chiedere permessi di lavoro, ecc.) e spesso pure di soldi per il viaggio. È ora di dire basta a questa presa in giro. Le università telematiche italiane, oltre ad avere una fama pessima, costano molti soldi.

Analogamente, costano molti soldi tante finte università che trovate su Internet, per esempio in Svizzera, non riconosciute da nessuno stato del mondo (tantomeno dalla Svizzera) — e che quindi rilasciano lauree finte, facendovele pagare migliaia di euro — oppure rivendono lauree di università "facili" rumene o albanesi (Renzo Bossi ecc.), ma di sicuro avere in tasca una laurea comprata in Romania, Bulgaria o Albania non è il massimo del prestigio.

Oggigiorno esistono ONG non-profit internazionali che hanno la finalità di aiutare chiunque voglia intraprendere gli studi universitari — anche quando è già in possesso di una laurea — senza subire i disagi delle università italiane, sia tradizionali che telematiche. Infatti, non tutti sanno che si può conseguire una vera laurea americana, riconosciuta e accreditata dal governo USA, restando comodamente a casa in Italia e sostenendo gli esami presso la propria località di domicilio. In pratica, qualunque paese o città diventa sede d'esame. Incredibile ma vero. E vi ritrovate con una vera laurea americana conseguita in California. Altro che università italiane, rumene, albanesi ecc.

Una vera laurea californiana in lingua inglese — non come i corsi di laurea italiani spacciati per corsi "in inglese", in cui il docente italiano mastica a malapena poche frasi da scuola elementare — aggiungerà sicuramente prestigio al vostro curriculum, anche in prospettiva internazionale. Quanti dei vostri amici o parenti hanno una laurea di questo tipo?

Fino a qualche tempo fa sarebbe stato inconcepibile: qualcuno avrebbe pensato a uno scherzo, altri a una truffa. Invece oggi è tutto reale e perfettamente legale: è possibile laurearsi senza pagare le tasse universitarie annuali. Nessuno vi darà mai questa possibilità in Italia, dove invece le tasse aumentano, e i disservizi pure.

Avete capito bene, la retta universitaria annuale è stata abolita: nessuno vi chiederà di pagarla all'inizio dell'anno, né tantomeno vi chiederà mai gli arretrati, essendo appunto gratis.

Proprio in questo momento, nella pagina principale di una nota università telematica italiana compare in primo piano il seguente messaggio:

Si ricorda a tutti gli studenti che pagano con bonifico che è in scadenza il pagamento della retta AA 18/19. Si invita a provvedere tempestivamente, anche tramite l'app della vostra banca.

Ecco, se invece le tasse annuali del corso di laurea fossero gratis, potreste dimenticarvi per sempre di qualunque avviso di pagamento di quel genere. Ma purtroppo, in Italia, non si vede traccia di università gratuite. Anzi, le rette delle università, sia pubbliche che private, sono in constante aumento per la maggior parte degli studenti italiani — a fronte di (dis)servizi che invece sono in costante peggioramento — e come se non bastasse spuntano come funghi decine di mini "università" finte, completamente inutili, che operano dalla Svizzera, da Malta, o dai paesi dell'Est, ma sono gestite da noti personaggi italiani. Tutto questo meccanismo è ovviamente concepito per spillarvi soldi il più possibile.

Trattandosi di un progetto filantropico internazionale non-profit, finanziato da grandi aziende e fondazioni quali Google Grants, Bill & Melinda Gates, HP, ecc., gli studenti non devono neppure pagare la retta annuale, né devono comprare i libri perché il materiale di studio — completamente open source, quindi legalmente distribuibile e fotocopiabile — viene già fornito all'interno del sito.

Conseguire la laurea gratis on line dall'Italia presso l'università telematica internazionale UoPeople Università della Gente senza retta annuale

La rivoluzione viene compiuta dalla University of the People, ateneo non-profit californiano (UoPeople o, in italiano, Università della Gente), autorizzato dalla DEAC — agenzia di accreditamento che convalida le lauree per conto del dipartimento dell'istruzione del governo USA — a rilasciare titoli di studio universitari americani di ogni livello.

La University of the People o Università della Gente, che ha sede in California nella contea di Los Angeles, rilascia lauree senza la fastidiosa dicitura "università telematica" o "università online", come invece avviene in Italia. Per giunta, sono state costituite numerose partnership con atenei di indiscusso prestigio internazionale, quali Oxford nel Regno Unito e Yale negli USA. Non a caso, il senato accademico è formato da professori, o professori emeriti, provenienti proprio dagli atenei partner. Quest'anno ne è entrato a far parte anche un premio Nobel per la medicina. Cliccate qui per ulteriori informazioni su come conseguire la laurea online presso questa università telematica.

Per maggiori informazioni dalle principali testate giornalistiche mondiali che si sono occupate dell'Università della Gente/University of the People, consultare l'archivio della rassegna stampa internazionale (CNN, BBC, Financial Times, Forbes, New York Times, Washington Post, Fortune, The Telegraph, Der Spiegel, El mundo, ecc.) raggiungibile a partire da questa pagina.

Tutto ciò contrasta con la deprimente situazione italiana, in cui, anche per effetto della persistente crisi economica, le università vengono trasformate in laureifici finalizzati a fare cassa, talvolta anche grazie all'operato occulto della malavita. Il fenomeno non riguarda soltanto università telematiche di dubbia qualità, ma si estende ad atenei storici sia pubblici che privati.

D'altro canto, il fatto che la University of the People (UoPeople) non richieda la retta annuale permette di studiare anche agli abitanti delle aree più povere del mondo, che potranno mettere in pratica sul posto le nozioni acquisite anziché finire nella rete degli scafisti o dei trafficanti di uomini, a tutto vantaggio delle cooperative italiane protette dalla politica, che incassano fiumi di denaro tramite i fondi pubblici finanziati dai cittadini.

Classifica internazionale delle migliori università italiane

Spiace vedere che, ogni anno, gli atenei italiani vengano sonoramente bocciati in tutte le classifiche internazionali delle migliori università. Riescono a salvare parzialmente la faccia solo due note università milanesi: la Bocconi (limitatamente all'area economica) e, in misura minore, il Politecnico (limitatamente all'area ingegneristica). Pur non ottenendo risultati eccelsi, non incassano le figuracce di certi atenei statali italiani tra cui La Sapienza di Roma (università più grande d'Europa) e l'università di Bologna (la più antica d'Europa). Secoli di tradizione, disintegrati da baroni di vario genere pagati con soldi pubblici. Quest'anno la "migliore" università italiana è arrivata in posizione 180, e alcuni italiani festeggiano. Ora ponetevi questa domanda: se l'Italia arrivasse 180a ai mondiali di calcio, o una squadra italiana arrivasse 180a ai mondiali per club, i tifosi festeggerebbero? Abbiamo qualche dubbio. Anzi, di sicuro partirebbero contestazioni molto dure: si tratta, in effetti, di una figuraccia indegna, altro che "migliori".

A questa vergogna, gli irriducibili del marciume italiota reagiscono solitamente in due modi:

Nelle classifiche delle migliori università, generalmente non si tiene conto delle università telematiche. Non esiste, pertanto, una vera e propria classifica internazionale riguardante queste ultime.

La laurea online si consegue solo presso un'università telematica?

No, qualunque ateneo può erogare corsi di laurea in modalità online, purché lo renda noto con chiarezza nel piano di studi/ordine degli studi, ad esempio specificando "percorso online", "in teledidattica", ecc. Come sempre, gli Stati Uniti sono più organizzati, ma anche storiche università pubbliche italiane hanno i propri corsi di laurea online, come il Politecnico di Milano o Roma La Sapienza (che ha addirittura inventato un'università privata a partecipazione pubblica). In effetti, l'Università della Gente è autorizzata come ente d'istruzione "tradizionale" — anche se, ovviamente, dall'Italia frequenterete solo in modalità telematica — e quindi la pergamena di laurea non riporta la dicitura "università telematica" o "università online" come invece avviene per le università telematiche italiane (eCampus, Pegaso, Guglielmo Marconi Unimarconi, Niccolò Cusano Unicusano, ecc.) In conclusione, la laurea conseguita in modalità on line presso l'Università della Gente è indistinguibile da quella conseguita in presenza.

Per maggiori informazioni sull'Università della Gente (University of the people) provenienti dalle principali testate giornalistiche mondiali, si veda la pagina contenente il collegamento all'archivio della rassegna stampa internazionale (CNN, BBC, Financial Times, Forbes, New York Times, Washington Post, Fortune, The Telegraph, Der Spiegel, El mundo, ecc.).

C'è poi qualche piccola università privata italiana di scarsa importanza nazionale che utilizza illegalmente questo meccanismo — ovvero, senza comunicarlo pubblicamente, spaccia lauree che di fatto sono telematiche per lauree "in presenza" — ma non dilunghiamoci subito nei consueti tarocchi italioti, più adatti per Le Iene o Striscia la notizia.

Ma vediamo qualche dettaglio in più su alcune università telematiche italiane istituite online a seguito del decreto Moratti del 2003. All'epoca, era possibile riconoscere un numero praticamente illimitato di CFU (crediti formativi, cioè esami) anche a persone che non avevano mai frequentato un giorno di università in vita loro. Ci fu quindi un vero e proprio boom di lauree facili ottenute in pochi mesi, per lo più assegnate tramite "convenzioni" con enti, aziende o ordini professionali. Tutta la questione si risolveva semplicemente pagando l'importo richiesto.

Università Telematica Niccolò Cusano (Unicusano)

È nota per essere l'università creata da Universitalia, franchising di ripetizioni concorrente del CEPU, prima che quest'ultimo prendesse la strada del fallimento (senza però sparire dalla circolazione… magie del CEPU).

Investe milioni di euro in pubblicità su qualunque mezzo di comunicazione. È una vera e propria macchina "spara spot". Ha perfino acquistato un'emittente radiofonica, Radio Cusano Campus, per trasmettere pubblicità in proprio e tenersi amico qualche politicante romano (a cui dà voce soprattutto durante la mattina).

Sulla scia di altre università telematiche, ha comprato un intero campus a Roma, che utilizza come sede fisica. Trattasi della classica soluzione italiana "a tarallucci e vino": il legislatore aveva previsto che le università telematiche fossero… telematiche, e invece hanno subito trovato il sistema per aggirare la limitazione tuttora imposta dalla normativa. In pratica utilizzano l'autorizzazione ministeriale di "università telematica riconosciuta dal MIUR" per organizzare un'università in presenza. Fatta la legge trovato l'inganno.

Merita quindi il premio di migliore università telematica online che ha saputo copiare il CEPU.

Università telematica eCampus

Appartiene a una fondazione creata da Francesco Polidori, che è a sua volta fondatore di Cesd Srl (di cui il tribunale ha recentemente dichiarato il fallimento) e tutti i relativi marchi: CEPU, eCampus, Grandi Scuole, Accademia del lusso, Accademica del volo, ecc. A seguito del fallimento, tutta la pletora di marchi viene ora gestita dai figli di Polidori, attraverso la nuova società Studium Srl.

Sanzionata più volte dal Garante della Privacy per pubblicità aggressiva, presenta notevoli somiglianze con Unicusano: pubblicità martellante, campus enorme (in questo caso a Novedrate, vicino a Como), corsi di laurea quasi uguali.

Inutile dire che la pubblicità non è certo gratuita… e quando si parla di CEPU, preparatevi a firmare cambiali con molti zeri.

In questa università, il denaro non circola più come ai bei tempi (non a caso è pure fallita…), ma eCampus e l'ex CEPU hanno pensato bene di introdurre un nuovo servizio per le scuole superiori. In pratica, il complesso di Novedrate dove ha sede eCampus, sarà utilizzato anche per Grandi Scuole, cioè i corsi di recupero con diploma integrato.

Merita quindi il premio di migliore università telematica online inventata dal CEPU.

Università Telematica Guglielmo Marconi (Unimarconi)

Università online fondata dall'ex parlamentare campano Learco Saporito, quando egli stesso era sottosegretario di stato all'innovazione: in pratica si auto-nominò professore ordinario (all'epoca Unimarconi non aveva neppure altri professori ordinari). Sfruttando le sedi dell'associazione presieduta da Saporito, l'università creò facilmente una rete di centri d'esame "per corrispondenza" in molte regioni d'Italia a tempo di record.

All'università telematica Guglielmo Marconi la politica è però bipartisan: se il defunto Saporito faceva capo alle correnti di destra della DC (poi confluite in AN), l'ex ministro dell'istruzione del PD Maria Chiara Carrozza si è presa l'abilitazione telematica per diventare professore ordinario. Ci raccontava che bisognava difendere la scuola pubblica, e invece si è preoccupata di ottenere lo scatto di carriera tramite un'università privata telematica.

Il target principale di questa università erano — e restano — i dipendenti di enti pubblici (ma anche di imprese private) con cui l'università ha stipulato numerose convenzioni. Considerando che l'Italia è uno degli stati che ha il più alto rapporto al mondo tra numero di dipendenti pubblici e popolazione, il business della Unimarconi è senza dubbio interessante: anche quando c'è una "convenzione", tutti gli studenti pagano comunque una retta. Pensate al fiume di denaro che circola.

È un po' come andare al supermercato: ti fai la tessera punti, e alla fine ti danno il regalo. Sì, ma se non spendi, non accumuli i punti.

Qualche anno fa, anche l'università Guglielmo Marconi si è dotata di un campus "fisico" a Roma (oltre alla sede amministrativa di via Plinio già esistente), sebbene non sia enorme come quello delle due università concorrenti sopraccitate.

Vale la pena segnalare che tale università sostiene inoltre di rilasciare lauree americane da una sede di Miami, tramite un ente denominato ACICS… peccato solo che l'amministrazione Obama gli abbia revocato la licenza a causa di uno scandalo legato a "lauree facili" per mancato raggiungimento dei requisiti minimi didattici. Ecco il comunicato ufficiale del ministro dell'istruzione USA (Secretary of Education). Unimarconi, però, omette di raccontare questo fatto e mantiene attivi i siti web in cui dice di rilasciare lauree americane. A che serve comprare esami di questo tipo? A parte regalare soldi a Unimarconi, non ci viene in mente altro.

Merita quindi il premio di migliore università telematica online che vende finte lauree americane non più accreditate.

Università Telematica Pegaso

Curiosa università fondata da Danilo Iervolino e parenti, che già gestivano dei centri per recupero anni scolastici in Campania (come si può notare, in Campania c'è uno strano accentramento di università telematiche) sostenendo di offrire il diploma di scuola superiore online al prezzo più basso del mercato (il che è tutto dire). L'Istituto Kennedy del gruppo Iervolino afferma addirittura di far conseguire il diploma quinquennale in un solo anno da casa e senza obbligo di frequenza: verificate voi stessi cliccando sulla pagina intitolata "listino prezzi". Cinque anni in uno: non ci riuscì neppure Einstein. Ma il risultato è assicurato, perché alla maturità (si fa per dire…) viene esplicitamente garantita la possibilità di studiare "solo nei ritagli di tempo", come è scritto nel sito. Evidentemente questo metodo di studio di Iervolino & soci dev'essere proprio fenomenale!

Pegaso puntava soprattutto sulla pubblicità via Internet, al punto da renderla anche più martellante di quella delle concorrenti eCampus e Unicusano, sostenendo ovviamente costi notevoli. Recentemente si è però gettata a capofitto anche nella pubblicità televisiva, al punto da essere avvistata perfino negli spot degli intervalli di Crozza nel paese delle meraviglie, tra l'imitazione di Antonio Razzi e Kazzenger (alias Voyager, Rai2): pubblicizzare un'università all'interno di uno spettacolo comico è un'operazione che si commenta da sola.

Può contare anche su una rete autonoma di rivenditori, ad esempio quella denominata "Centro Formativo Universitario CFU", che nella stessa sede propone contemporaneamente le strane lauree di una discussa "Università popolare degli studi di Milano" (da non confondere con la vera Università degli studi di Milano), già sanzionata per pubblicità ingannevole dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in partnership con l'Università di Ouagadougo sita in Burkina Faso, Africa. «Facendo un confronto, è meglio per una questione di prezzo», ci dicono nella sede centrale di Ostia Lido. Attenzione, non si tratta di uno scherzo: sulla base di quanto loro stessi affermano, la cosiddetta laurea proverrebbe da alcune zone africane riconducibili al Burkina Faso o alla Costa d'Avorio. In pratica i gommoni degli scafisti sono pieni di lauree… altro che fuga dei cervelli!

Propone decine e decine di "master" attraverso le consuete convenzioni con enti di vario genere, principalmente pubblici.

Merita quindi il premio di migliore università telematica online che distribuisce lauree a raffica.

Universitas Mercatorum

È sempre Pegaso, questa volta nascosta dietro un nome latino che dà un tono più serio rispetto al fantasioso "Pegaso". All'origine era convenzionata con le Camere di commercio (enti pubblici, tanto per cambiare), ma dall'attuale homepage apprendiamo che Universitas Mercatorum vuole ora concentrarsi su "tutte le aziende italiane". Ha trovato l'appoggio, ovviamente pagando, di alcuni baroni de La Sapienza di Roma. In particolare, un nome piuttosto noto proviene dalla facoltà di statistica (è l'ex preside).

Spunta anche qui la solita sfilza di "master", tutti provenienti dalla casa madre Pegaso.

Merita quindi il premio di migliore università telematica online che è esattamente un doppione di Pegaso.

Università telematica Giustino Fortunato

Piccola università privata della zona di Benevento — a quanto pare, nella regione Campania continuano i fenomeni del mondo accademico internazionale — che distribuisce lauree ai controllori di volo attraverso la curiosa laurea triennale in scienze del trasporto aereo online. L'ENAV (azienda italiana dei controllori di volo) è un ex carrozzone pubblico trasformato in Spa tramite una consueta "privatizzazione" farlocca all'italiana e, coincidenza, ha stipulato una convenzione con l'università telematica Giustino Fortunato per corsi telematici riguardanti il traffico aereo. Cosa ne sappia Giustino Fortunato di traffico aereo, tra l'altro insegnato su Internet, resta un mistero della fede. Qualcuno obietta che in realtà l'ENAV sia proprietà privata dei partiti… comunque non dilunghiamoci. In ogni caso, per conoscere nomi e cognomi di un po' di raccomandati, guardate l'interessante servizio di Enrico Mentana sull'ENAV (tg La7). Ecco il ragionamento: «è inutile che mio figlio perda tempo con l'università, tanto ha già il posto pubblico ereditario all'ENAV. Tanto vale imbucarlo subito a 18 anni, prima che qualcun altro si freghi il posto.» Dopodiché, nel tempo libero, ci si prende la laurea telematica di Giustino Fortunato. A spese dei contribuenti italiani.

Riassumendo: l'ENAV, che da sempre gestisce le torri di controllo degli aeroporti (civili) italiani e al loro interno forma i controllori di volo (assunti con le modalità documentate nel sopracitato servizio di Mentana), sente l'esigenza di farsi fare i corsi da una semi-sconosciuta università telematica di recente istituzione. È un po' come se Lamborghini, Ferrari e Maserati sentissero l'esigenza di farsi fare corsi di "costruzione dell'automobile online" da un'università telematica. Ma per favore…

Merita quindi il premio di migliore università telematica online che insegna a volare via Internet. Per la cronaca, il rettore è l'ex ministro delle finanze Augusto Fantozzi, già ordinario di diritto tributario alla Luiss, coinvolto nel 2017 in uno scandalo — che coincidenza — legato ai baronati universitari.

Università telematica San Raffaele

Questa università, riconducibile al discusso imprenditore-deputato Angelucci, sulle cui vicissitudini non ci dilunghiamo, ha due particolarità che saltano all'occhio immediatamente, non appena si apre l'homepage.

In primo luogo, offre la laurea telematica in… scienze motorie! Incredibile ma vero, è l'unico caso al mondo di attività sportiva da praticare su Internet. Dopodiché, non poteva mancare la laurea telematica in scienze gastronomiche: voi non siete al passo con i tempi, e non sapevate che tramite Internet si cucina e si mangia benissimo. In ogni caso, complimenti: nemmeno gli sceneggiatori di 2001 Odissea nello spazio, di Blade Runner o di Matrix hanno mai avuto tanta fantasia. Miracoli della cibernetica moderna.

L'idea è stata successivamente imitata dalle immancabili università telematiche Pegaso ed e-Campus, di cui ci siamo già occupati.

D'altra parte, non sfugge il fatto che San Raffaele è anche l'unica università telematica privata a utilizzare il dominio gov.it, il quale in passato era riservato agli enti pubblici, e in particolare a quelli che dipendevano dalla presidenza del consiglio. Il motivo di tanta solerzia nel rimarcare la propria appartenenza alla "pubblica amministrazione" è presto detto. Visitando la pagina delle "convenzioni" (tanto per cambiare), ecco cosa si legge:

[…] Nell'ambito di queste convenzioni, l'Ateneo ha previsto particolari agevolazioni economiche […] La richiesta di applicazione della riduzione delle tasse universitarie deve essere presentata al momento dell’iscrizione e all’inizio di ogni nuovo Anno Accademico. Per ragioni amministrative non potranno infatti essere accettate richieste successive al pagamento della prima rata. L'appartenenza all'Ente dovrà essere attestata presentando copia di un tesserino valido […]

ELENCO CONVENZIONI ATTIVE (sono una cinquantina di enti)

Ricapitoliamo: gli enti pubblici convenzionati sono molti, ma se avete il tesserino di un'azienda leader nella derattizzazione dei gabinetti (incredibile ma vero) vi meritate comunque uno sconto per conseguire la laurea in scienze motorie online. In alternativa, potete consolarvi con la laurea in scienze della gastronomia online, che è stata curiosamente inserita all'interno della facoltà di agraria.

Per i più tradizionalisti, c'è sempre scienze della pubblica amministrazione, laurea piuttosto inflazionata anche nelle università private in presenza, specialmente in quelle piccole.

Merita quindi il premio di migliore università telematica online con le convenzioni più fantasiose (topi inclusi).

Link Campus University di Roma, Palermo, Catania, Napoli, Battipaglia, Avellino, Reggio Calabria e chi più ne ha più ne metta

Certo, già vi chiederete… cosa c'entra Link Campus University con le università telematiche? Piano, ci arriveremo nell'ultimo paragrafo di questa sezione. Perché molto probabilmente non lo sapete… ma al suo interno ha una sorta di università telematica mascherata. Se così non fosse, non potrebbe essere presente in almeno 20 città d'Italia contemporaneamente senza neppure avere organico sufficiente (quest'ultimo dovrebbe, per logica, moltiplicarsi per 20): riteniamo infatti che i figuri della Link Campus, a meno che non siano la reincarnazione del Padreterno in persona, non abbiano ancora il dono divino dell'ubiquità. L'unica spiegazione plausibile, quindi, è che ci sia una telematica mascherata.

Innanzitutto inquadriamo la situazione dal punto di vista storico: questa piccola e nebulosa "università" fu fondata a Roma da un noto politico democristiano, e inizialmente non era riconosciuta dallo stato italiano. Non certo un grosso ostacolo per Scotti, che tra gioco d'azzardo (specialmente slot machine e videopoker, si legga l'articolo di lettera43.it) e altri investimenti di dubbia utilità sociale, di sicuro nella vita è sempre stato in grado di fiutare l'affare. L'università è rimasta per una quindicina d'anni in una sorta di "limbo" — sostenendo di rilasciare lauree provenienti dall'isola di Malta, che all'epoca non faceva parte dell'Unione Europea — grazie a forti appoggi politici: innanzitutto Francesco Cossiga, ma anche mestieranti della politica di molteplici estrazioni (destra-sinistra-centro) all'interno del variegato, e deprimente, panorama politico romano. Dopo aver venduto l'università al CEPU, come documentato dal giornale Milano Finanza che ha effettuato la verifica presso la Camera di commercio, il fondatore ne è a sua volta tornato in possesso, anche se attraverso alcune "società di gestione" intermedie. Il meccanismo ricalca copioni già noti: in fin dei conti, anche il CEPU era riconducibile a scatole cinesi parcheggiate nel Granducato del Lussemburgo.

Nel 2011, quando il fondatore stesso era sottosegretario del governo Berlusconi, è arrivata la vera grande vittoria alle slot (tanto amate da Scotti): poco prima che il governo facesse le valigie, è stato approvato, tramite un apposito decreto del ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini, l'inserimento della sua misteriosa "università" all'interno dell'ordinamento universitario italiano. I pezzi di carta dell'ex CEPU, quindi, possono finalmente diventare lauree italiane senza bisogno di riconoscimenti burocratici, abbandonando lo specchietto per le allodole maltese. Alcuni quotidiani hanno usato toni molto duri: ad esempio, il Secolo XIX parla di università (in cui si insegna legge) "nata ignorando la legge", ma le critiche sono piovute pure dal Fatto Quotidiano, dal Manifesto, e decine di altri quotidiani o siti web che si sono occupati delle oscure vicende di Link Campus University.

Infatti, poiché tutto è avvenuto in gran fretta — il governo stava per andare a casa — i giornali segnalano che sono stati "dimenticati" due passaggi obbligatori per legge: non sono stati consultati né l'ANVUR (agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario) né i comitati regionali di coordinamento. Tuttavia, sulla base delle dichiarazioni riportate nel Secolo XIX, per il proprietario tutto era (e resta) a posto: infatti, cinque anni prima, aveva ricevuto la visita di un altro ente, che a suo dire aveva già controllato l'università, e quindi non c'era bisogno di sentire l'ANVUR (passaggio tuttora obbligatorio per legge). Peccato solo che, cinque anni prima, Scotti non avesse mai detto di voler creare una nuova università privata italiana, e quindi l'asserito controllo non c'entra nulla con il decreto della Gelmini.

Ma i guai del popolo italiano non sono finiti. Il decreto Gelmini, infatti, afferma con chiarezza nell'art. 2 che questa nuova università "non determina oneri a carico dei finanziamenti statali". Finalmente, direte voi! In mezzo a tanto marciume, si sente una notizia positiva: un'università privata che non costa niente allo stato. Nulla di più falso: l'università partecipa con regolarità a bandi statali per l'assegnazione di fondi pubblici, erogati ad esempio sotto forma di "borse di studio master INPS ex gestione INPDAP per dipendenti pubblici e figli", o "progetti per l'istruzione dell'Unione Europea". Nel 2013 le proteste sull'utilizzo di tali fondi pubblici sotto forma di borse di studio da parte di Link Campus University sfociano in un'interrogazione parlamentare presso la Camera dei Deputati (cliccate per consultare l'atto della Camera), a cui, a distanza di anni, nessuno ha mai fornito risposta. Fate molta attenzione: i soldi, ovviamente, provengono dalle tasche dell'ignaro cittadino italiano che paga le tasse, e la "borsa di studio" viene incassata dall'università.

Ciò premesso, la Link Campus University — o gli altri nomi con cui viene pubblicizzata, tra cui "Link Academy" e "Vigamus Academy", che dovrebbe produrre videogiochi (questa è buona!) — è formalmente un'università in presenza molto costosa, e non dirà mai di fungere anche da telematica. Ma se cliccate sul misterioso pulsante "Area executive" nell'homepage, finirete su un'anonima pagina web dietro cui si nascondono tramite password tutti i corsi già registrati, che possono essere guardati ovunque. Ed ecco come nasce la miriade di sedi sparse per l'Italia — soprattutto al sud — in cui nella stragrande maggioranza dei casi vengono semplicemente teletrasmessi quei video via Internet. Il server in questione rappresenta una vera e propria università privata telematica occultata, che però costa migliaia di euro, sia a chi si iscrive, sia a chi non ha la minima intenzione di iscriversi, grazie ai summenzionati finanziamenti che ci vengono estorti in barba al decreto secondo cui "l'università non determina oneri a carico di finanziamenti statali". Vergogna!

Uni Adriatica e Unitelma Sapienza

Unitelma Sapienza è un'università telematica privata a partecipazione pubblica, perché il 50% appartiene alla nota università di Roma la Sapienza. Contemporaneamente, è però spuntata "Uni Adriatica", con sede legale in Abruzzo (attualmente a Teramo) ma sede operativa nelle Marche in provincia di Ascoli Piceno (precedentemente a Corropoli, provincia di Teramo). Uni Adriatica, molto semplicemente, rivende i corsi di Unitelma Sapienza e, soprattutto, ne rilascia le lauree presso le sedi distaccate abruzzesi e marchigiane. Il problema è che nel 2010 l'allora rettore de La Sapienza Luigi Frati (ex preside di medicina) dichiarò pubblicamente che non è mai esistita alcuna convenzione tra Unitelma Sapienza e Uni Adriatica, come riportato dal quotidiano abruzzese Il Centro. Nel frattempo non sono più pervenuti comunicati a riguardo da parte di altri rettori, quindi le dichiarazioni di Frati non sono state contraddette e restano valide. Ma Uni Adriatica ha continuato indisturbata a emettere le vere lauree di Unitelma Sapienza!

Ricapitolando: c'è un'università telematica abruzzese (Uni Adriatica) che a sua volta rilascia lauree di un'altra università telematica (Unitelma Sapienza) ma La Sapienza, che è proprietaria al 50% di Unitelma Sapienza e da cui quest'ultima prende il nome, dice di non saperne nulla e anzi, tramite il rettore, prende ufficialmente le distanze da tutto il meccanismo appena descritto. Ma allora le lauree da dove sbucano?

Un eccellente esempio italiano di chiarezza e trasparenza.

Non opinioni sulle università telematiche, ma fatti

Quanto riportato in questo articolo è un riassunto della storia di queste università e dei loro corsi di laurea. Si potrebbe aggiungere molto altro, ma lo spazio e il tempo a disposizione sono limitati. Ci scusiamo con i tanti personaggi che non sono stati citati: se dovessimo compilare una lista esaustiva di tutti i baroni del pubblico che fanno soldi grazie alle università telematiche private, non basterebbe un intero sito. Se poi dovessimo aggiungere i loro parenti, non basterebbe la rete Internet. Viva l'Italia.

Redazione online