Cala il numero di firme per l'otto x mille alla Chiesa cattolica. In aumento i buddisti

Ne ha parlato Antonio Socci in un articolo pubblicato su Libero; se ne è occupata Costanza Miriano nel suo seguitissimo blog. Ci riferiamo al cosiddetto "sciopero dell'otto per mille", cioè una forma di protesta attuata dai cristiani cattolici praticanti che non si riconoscono nelle posizioni di Papa Francesco e dell'attuale Chiesa cattolica in genere, ritenute troppo "progressiste".

Ad esempio, Costanza Miriano segnala le esternazioni di un alto prelato che elogia la "spiritualità di Marco Pannella": qualcuno commenta che, a questo punto, tanto vale destinare l'8 x mille direttamente al Partito Radicale, che paradossalmente ha sempre duramente criticato il meccanismo dell'8 per mille. Stesso discorso per Emma Bonino, più volte elogiata da Bergoglio e addirittura considerata "una delle più alte personalità italiane del XX secolo". Altri trovano poco opportuna l'insistenza di Bergoglio sul dovere dell'accoglienza nei confronti degli immigrati clandestini: la realtà è che le frontiere della Città del Vaticano sono rigorosamente chiuse, e non solo non vengono accolti i clandestini, ma neppure i molti senzatetto che invece restano a dormire abitualmente a pochi metri di distanza dal colonnato di piazza San Pietro. Le esternazioni del Papa sudamericano risultano quindi a dir poco incoerenti.

Che cos'è l'8 x mille alla Chiesa cattolica e a chi va veramente?

Oltre a considerazioni di natura dottrinale o sociale, altre contestazioni riguardano gli spot che imperversano sui canali televisivi nel periodo di compilazione del 730 o delle altre dichiarazioni dei redditi. A parte il fastidio dovuto al martellamento pubblicitario, qualcuno fa notare un aspetto non trascurabile che può essere considerato ingannevole: l'8xmille alla Chiesa cattolica non è concepito per essere destinato alle opere di carità — come riferisce la pubblicità — bensì, nella quota complessiva del 75%, al sostentamento del clero: in altre parole, serve per pagare lo stipendio ai sacerdoti, mantenere i seminari e le università per i preti ecc. Il restante 25%, cioè una quota minoritaria, può essere destinata a opere di carità.

Nonostante il trend negativo che vede diminuire il numero di firme a favore della CEI di circa l'1% ogni anno, la legge prevede che le quote non espresse — ovvero le quote di chi non devolve l'8 x mille né a favore delle religioni riconosciute dallo stato, né a favore dello stato stesso — sono comunque ripartite in proporzione alle firme messe dagli altri contribuenti. Quindi la Chiesa cattolica continuerà in ogni caso a incamerare ogni anno la gran parte dei fondi, cioè circa l'80% del totale — pari a circa un miliardo di euro — a fronte del 37% di contribuenti che ha realmente firmato per la CEI. I cattolici "dissenzienti", che hanno attuato lo sciopero dell'otto per mille, sono curiosamente sulle stesse posizioni dell'UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti), che da anni si batte per l'abolizione del meccanismo di ripartizione automatica delle quote non espresse. Va precisato che due confessioni religiose, le ADI (Assemblee di Dio) e la Chiesa apostolica rinunciano spontaneamente alle somme derivanti dalle scelte inespresse.

8 x mille ai buddisti: è un successo

Nel 2014, anno in cui l'Unione buddista italiana e l'Unione induista italiana sono apparse per la prima volta nel modulo per la destinazione dell'otto per mille, i buddisti hanno ottenuto circa 70.000 firme. Si tratta di un ottimo risultato, che colloca i buddisti tibetani in quarta posizione per numero di scelte dopo la Chiesa cattolica, lo Stato e la Chiesa valdese. Ricordiamo che l'8xmille viene effettivamente riscosso dopo tre anni — quindi nel 2017 saranno pagate le quote del 2014 — ad eccezione della Chiesa cattolica, che in virtù di una legge del 1985 può ottenere subito la quota spettante.

Redazione online