Marco Grappeggia: rettore, professore e direttore di università varie. Peccato solo che sia tutto inventato

Marco Grappeggia (nome completo: Marco Edgardo Grappeggia), condannato per pubblicità ingannevole di lauree false dall'AGCM (Autorità Antitrust: la sentenza è disponibile nella Bibliografia in fondo alla pagina), è un vecchio venditore di lauree fasulle non riconosciute né dal Ministero dell'istruzione italiano né in nessun altro stato del mondo. I prezzi che applica attualmente si aggirano su qualche migliaio di euro per "laurea" — dove con il termine "laurea" si intende un foglio di carta stampato a casa sua con una stampante da 100 euro — mentre ai tempi della lira la cifra richiesta era di qualche milione.

Le sue "università", mai riconosciute da nessun ministero dell'istruzione del mondo, men che meno dal MIUR italiano, erano e restano sparpagliate un po' ovunque. In Italia il Grappeggia è entrato nella storia con la clamorosa truffa dell'Università popolare di Milano, talvolta auto-definitasi "Università popolare degli Studi di Milano" (in modo da confondere il nome con quello della vera università degli studi di Milano, cioè la Statale), di cui Marco Grappeggia si vanta ancora di essere il presidente e direttore generale, e in cui lo stesso "prof." Grappeggia vende lauree di vario genere — in pratica, su richiesta, stampa lauree riguardanti più o meno tutte le facoltà — tramite una miriade di siti Internet. Il primo contatto, in particolare se pubblicitario, avviene necessariamente su Internet; la sede di questa sedicente università è infatti cambiata quattro volte negli ultimi sei mesi. Non si fa in tempo a memorizzare l'indirizzo corrente, che già appare il cartello "affittasi" sulla saracinesca del garage di turno preso in locazione. Forse Marco Grappeggia è anche tardivo nei pagamenti dell'affitto e quindi lo cacciano spesso? Oppure sposta frequentemente la sede della sua "università", la quale altro non è che una semplice associazione, in modo da confondere le carte e non farla rintracciare da chi era stato bidonato in precedenza? Oppure entrambe le cose?

Il MIUR non ha mai riconosciuto le università inventate/presiedute/dirette da Marco Grappeggia. Verificarlo è estremamente semplice: è sufficiente andare sul sito ufficiale del Ministero dell'istruzione, aprire la pagina contenente l'elenco di tutte le scuole e università riconosciute in Italia https://www.universitaly.it/index.php/university/universitaitalia e notare che l'università di Milano, inventata da Marco Grappeggia, non esiste. Per ulteriore conferma, si può anche telefonare al MIUR e chiedere se le "lauree" di questa fantomatica "università" sono legalmente valide. Risposta: no. Poi è chiaro che non è affatto vietato pagare 8.000 euro a Grappeggia per farsi stampare un foglio di carta da appendere in camera, con scritto "Marco Grappeggia la dichiara dottore in ingegneria civile". Resta il fatto che siamo di fronte a uno dei più clamorosi tarocchi nella storia dell'istruzione italiana.

Ma le truffe di Marco Grappeggia si limitano all'Italia?

Purtroppo no. Ricordiamo infatti la "Yorker International University", di cui Marco Grappeggia si dichiarava rettore tra la fine degli anni '90 e i primi anni 2000, teoricamente situata negli USA. Ma negli indirizzi indicati non c'era nulla. C'è stato poi lo scandalo delle lauree che importava dal Nicaragua, ma anche quelle rivendute in Argentina. Attualmente racconta di avere importanti sedi nell'Africa sub-sahariana, dove dice di avere delle convenzioni per importare lauree — forse con i barconi? — che renderebbero l'Università popolare di Milano un'università "internazionale" che non necessita di riconoscimento da parte del MIUR. In pratica è una storiella inventata da Grappeggia per evitare polemiche sul fatto che le università (anch'esse inventate) non risultano negli elenchi ufficiali delle università italiane accreditate dal Ministero dell'istruzione.

È ossessionato dalla stampa in proprio — e soprattutto dalla vendita — di lauree tarocche. Si sente realizzato quando si auto-nomina direttore di università internazionali che si inventa da solo e indossa una toga universitaria da €20 comprata dai cinesi su eBay: in quel momento lo si può ammirare nei suoi deliri di onnipotenza. E, incredibilmente, Grappeggia è davvero convinto di essere un rettore/professore/direttore; guai a contraddirlo o a fargli notare che qualcosina non torna, perché subito inizia a minacciare o ad addentrarsi in cause/ricorsi/denunce/querele contro chiunque — dal comune cittadino finanche al Ministro dell'istruzione — che però perde ogni volta. Nella Bibliografia trovate la sentenza del Consiglio di Stato al termine procedimento che Grappeggia aveva intentato contro il Ministero della pubblica istruzione, colpevole, secondo il Grappeggia, di non riconoscere le lauree stampate dall'"università popolare di Milano" come legalmente valide nel sistema universitario italiano. Il Consiglio di Stato gli ha dato torto, confermando la precedente sentenza del TAR che già aveva dato torto a Grappeggia. Contento lui… Complimenti al professore Marco Grappeggia, il professorone delle lauree false.

Marco Grappeggia querela il Ministero dell'istruzione, ma perde

Marco Grappeggia si imbestialisce con il MIUR perché quest'ultimo non riconosce l'università popolare di Milano gestita dallo stesso Grappeggia. Come abbiamo visto, ciò è facilmente verificabile online cercando nell'elenco ufficiale delle università e degli istituti superiori italiani https://www.universitaly.it/index.php/university/universitaitalia: l'università di Grappeggia non c'è, non esiste, né ha un organico riconosciuto dal Ministero ecc.

Quindi la mente geniale di Marco Grappeggia cosa decide di fare? Fa causa al Ministero (per l'esattezza lo querela per diffamazione). Dal sito https://www.portaleuniversitario.it/2017/06/universita-popolare-degli-studi-di.html — che è uno dei tanti blog gestiti dal solito Grappeggia — leggiamo il seguente comunicato di Marco Grappeggia, che commenteremo punto per punto.

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa dal direttivo dell'Università Popolare degli Studi di Milano, presieduta dal Presidente Prof. Marco Grappeggia

Università Popolare di Milano
Il Senato Accademico dell'Università Popolare di Milano
Milano 27 maggio 2017

Già qui spunta la prima curiosità, perché Grappeggia si presenta come "professore". Considerando che non è mai stato professore (ordinario, associato o a contratto) presso alcuna università riconosciuta dai ministeri di nessuno stato del mondo, né presso alcuna scuola media inferiore e/o superiore riconosciuta dai medesimi ministeri, notiamo come Marco Grappeggia si sia aperto un'università da solo (per l'esattezza più di una) e si è attribuito il titolo di professore da solo. Lui si sente realizzato e siamo tutti contenti; ci sfugge però il motivo per cui il MIUR dovrebbe riconoscere questa colossale presa in giro.

In una nota del Direttivo Universitario, presieduto dal suo presidente il prof. Marco Grappeggia, che ci informa che "L'Università Popolare degli Studi di Milano rimane integra nelle sue funzioni a seguito di alcuni attacchi - privi di fondamento si precisa - avuti dal MIUR e dal CIMEA".

La frase è sconclusionata, ma sorvoliamo perché, conoscendo il livello culturale del personaggio, non siamo affatto sorpresi.

Comunque, se questa università fosse seria ed esistesse davvero, come mai se la riprende proprio con il ministero che deve controllarla sostenendo che il Ministero della pubblica istruzione fa "attacchi privi di fondamento"? Grappeggia dovrebbe, tutt'al più, rispettare quello che dice il Ministero, anche se non gli piace.

"La capacità giuridica d'esercizio delle funzioni universitarie internazionali rimane persistente ed efficace come sancita nell'ordinanza e provvedimento amministrativo di ultimo grado del Consiglio di Stato". "La Procura della Repubblica ha archiviato alcuni attacchi da parte del MIUR e del CIMEA per insussistenza e in seguito l'Ateneo ha querelato per diffamazione il CIMEA e per calunnia il MIUR per avere calunniato l'Ateneo - precisa l'Università - senza motivazioni giuridicamente valide". L'Università Popolare degli Studi di Milano svolge dunque le sue funzioni in completa armonia con le leggi vigenti dello Stato Italiano e — precisa — è autorizzata con provvedimento amministrativo pubblicato addirittura sulla Gazzetta Ufficiale e da una consultazione confermata da Consiglio di Stato. Conclude così l'ateneo: "Diffidiamo altresì chiunque a veicolare il contenuto di tali affermazioni e ci riserviamo di procedere anche contro i soggetti che, a qualsiasi titolo, concorreranno alla diffusione, sia integrale che parziale, di notizie diffamanti. Difenderemo l'onorabilità del nostro Ente e delle persone diffamate. Ribadiamo pertanto, con assoluta fermezza, che l'Università Popolare degli Studi di Milano continuerà ad operare nell'interesse dei propri studenti, sempre fuori da ogni logica di interruzione dei percorsi di studio e già riconosciuti dal Consiglio di Stato e pubblicati su Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana".

Peccato solo che tutto ciò sia inventato, perché la sentenza del Consiglio di Stato non dice affatto quello che racconta Grappeggia (guarda caso, non la pubblica). La sentenza viene allegata da noi nella sezione "bibliografia" di questa pagina, da cui potete scaricarla e conservarla. La sentenza del Consiglio di Stato stabilisce in maniera definitiva che l'università di Grappeggia non è riconosciuta dal MIUR nel sistema universitario italiano, rigettando tutte le richieste di Marco Grappeggia. Ma niente da fare, lui continua a denunciare/querelare ministeri e cittadini per "diffamazione". Forse querelerà per diffamazione anche il Consiglio di Stato, che gli ha dato torto. Contento lui…

Il sedicente "prof." Marco Grappeggia racconta di essere vittima di grandi campagne diffamatorie complottistiche. Ma sarà vero?

Tanto per cambiare, è falso anche questo. Non è mai esistita alcuna sentenza che stabilisce ciò che racconta il Grappeggia, cioè che lui sarebbe vittima di diffamazione e/o che altre persone sono così fesse da essere invidiose di lui. E non è mai esistita nemmeno alcuna indagine contro questi diffamatori che tormentano l'immaginazione di Grappeggia! È invece vero l'esatto contrario: non esiste alcun diffamatore e tutte le sentenze danno torto a Marco Grappeggia. Le denunce/querele di Grappeggia, ormai, vengono sistematicamente archiviate: sono diventate una seccatura anche per i Carabinieri, la Polizia e le Procure. Figuriamoci poi se può essere vero che la gente, come racconta Grappeggia, sia invidiosa di un tizio che si fa le foto vestito con una finta toga universitaria da rettore reperibile per €20 dai cinesi su eBay. Il vero problema è che siamo di fronte a una tipica vittima della legge Basaglia, quella che chiuse i manicomi senza valutare bene le conseguenze.

Bibliografia

Provvedimento n. 11296 dell'Autorità garante della concorrenza del mercato contro la pubblicità ingannevole delle finte lauree rilasciate dalla Yorker International University del sedicente prof. Marco Grappeggia
Yorker University: scandalo con le lauree, traduzione da El Nuevo Diario (Nicaragua), articolo di Mauricio Miranda: Scandalo con lauree tra Nicaragua ed Italia, implicate la Universidad "Paulo Freire" di Managua e la Yorker International University di Marco Grappeggia con sede a Milano
Università Popolare Milano. Miur prima dà l'ok alle lauree, poi diffida l'ateneo Il Fatto Quotidiano
Sentenza di condanna emessa dal Consiglio di Stato contro la finta università di Marco Grappeggia, nella quale si stabilisce in maniera definitiva che l'università di Grappeggia non è riconosciuta dal MIUR nel sistema universitario italiano e di conseguenza le lauree non possono essere riconosciute nel sistema universitario italiano

Redazione online