Cos'è il MAIE di Ricardo Merlo

Vediamo chi sono i misteriosi personaggi della lista civetta argentina, che incassano i finanziamenti pubblici e i rimborsi elettorali italiani.


Il MAIE, Movimento Associativo Italiani all'Estero, è stato creato nel 2008 in Argentina da Ricardo Merlo per incassare i rimborsi elettorali della circoscrizione estero, principalmente nella ripartizione dell'America meridionale. Il MAIE è anche iscritto al Registro nazionale dei partiti italiani di Roma, quindi incassa ogni anno il 2 per mille grazie alle dichiarazioni dei redditi degli italiani residenti in Italia. È legale, ma di sicuro è anche molto discutibile per un partito che racconta di non avere nulla a che fare con i partiti italiani di Roma — mentre invece è perfino iscritto al Registro nazionale ministeriale! — e di occuparsi di italiani all'estero: se è così, perché intasca i soldi pubblici di quelli residenti in Italia? Clicca qui per scaricare la circolare dell'Agenzia dell'Entrate, in cui è chiaramente indicato il "Movimento Associativo Italiani all'Estero - MAIE" come beneficiario dei soldi pubblici. Negli ultimi venti anni, quindi, il MAIE ha sempre riscosso un'ingente quantità di denaro pubblico pagato dagli italiani residenti in Italia, sostenendo di "difendere gli italiani all'estero". Agli italiani residenti all'estero, però, non è mai andato un centesimo.

Per la verità Merlo era stato già eletto in parlamento nel 2006, assumendo il ruolo di guardaspalle del discusso senatore Luigi Pallaro, l'anziano argentino che, a sorpresa, riuscì a tenere in ostaggio per due anni il governo Prodi. All'epoca, le spregiudicate acrobazie politiche di Pallaro erano finalizzate a tutelare esclusivamente i propri interessi personali legati ai propri possedimenti terrieri in Argentina; in realtà è così anche adesso, perché il MAIE nasce proprio dalle ceneri della lista di Pallaro, che ha scelto Ricardo Merlo come suo successore.

I cambi di casacca di Ricardo Merlo e del MAIE e il gruppo unico con Denis Verdini

Il posizionamento politico di Ricardo Merlo e degli altri sconosciuti parlamentari del MAIE è sempre stato molto ambiguo: fondamentalmente si colloca al centro, al fine di cambiare alleati in maniera estremamente rapida — sia a destra che a sinistra — ogni volta che fa comodo. A conferma di ciò, ha perfino creato un gruppo parlamentare assieme al discusso senatore Denis Verdini, l'ex berlusconiano che ora sostiene il governo Renzi e che, oltre ad essere stato condannato due volte in primo grado — la prima per concorso in corruzione in una vicenda di appalti truccati, la seconda per bancarotta e truffa nel crac del Credito Cooperativo Fiorentino — è sotto processo anche per una serie di altri reati, che prima o poi finiranno in prescrizione. Per carità, restiamo garantisti, e per noi, finché non viene pronunciata una sentenza definitiva di condanna, Verdini è un presunto innocente, ma è inevitabile chiedersi: cosa c'entra tutto ciò con gli italiani all'estero?

La risposta è semplice: degli italiani residenti all'estero non importa nulla a nessuno, men che meno a Verdini, che è già molto impegnato con i propri grattacapi giudiziari. Tuttavia, Merlo e i suoi due parlamentari del MAIE — il deputato Mario Borghese e il senatore Claudio Zin, tutti provenienti dall'Argentina — non contano niente all'interno di Camera e Senato, e quindi provano ad acquisire visibilità aggregandosi a qualche influente manovratore di palazzo (Verdini nella fattispecie).

Ricardo Merlo e il MAIE votano entusiasti la fiducia al governo del PD di Matteo Renzi

Ricordiamo che il 24/2/2014 Ricardo Merlo comunicava alla Camera il proprio voto di fiducia a sostegno del governo del PD di Matteo Renzi con queste parole:

Noi apprezziamo il suo coraggio, condividiamo i suoi sogni e le formuliamo i migliori auguri per il suo lavoro.

come leggiamo nel resoconto stenografico della Camera dei Deputati.

Per la cronaca, il governo Renzi sostenuto dal MAIE di Merlo sarà ricordato per avere fatto questi regali agli italiani all'estero:

  1. ha ridotto il personale di tutti i consolati, alla faccia dei cittadini italiani che hanno bisogno di servizi essenziali;
  2. ha introdotto una tassa di €300 per le pratiche di richiesta della cittadinanza italiana;
  3. ha utilizzato i voti degli italiani all'estero solo in occasione del referendum costituzionale del dicembre 2016, che comunque è stato perso in maniera rovinosa, per lo più ricorrendo a voti truccati o addirittura a voti negati (operazioni che ormai sono fuori moda perfino nelle dittature);
  4. ha nominato qualche console "di fiducia" da utilizzare per fini politici (si veda il punto precedente).

Il MAIE non ottiene le poltrone richieste e allora litiga col PD

Ovviamente il Movimento Associativo Italiani all'Estero, che nel frattempo incassa i rimborsi elettorali per tutte le precedenti legislature, racconta in giro che non ha mai avuto nulla a che fare con Renzi. Nel frattempo hanno anche litigato con il Partito Democratico, che si è tenuto le poltrone senza volerle spartire col MAIE, suscitando le ire di quest'ultimo. Peccato però che, quando si è trattato di votare la fiducia, Merlo abbia riempito Renzi di elogi (si vedano le testuali parole riportate qui sopra) e tutti i parlamentari del MAIE abbiano votato "favorevole". E intanto gli italiani all'estero, sia in Sudamerica che nel mondo, restano senza niente. Che vergogna.

In che modo il MAIE incassa ancora i contributi pubblici pagati dagli italiani

L'Italia e gli italiani continuano a pagare soldi pubblici all'inutile MAIE per il semplice motivo che, nel corso degli anni, il partito si è presentato alle elezioni negli stati di seguito elencati. Pertanto, creare una rete di "coordinatori", anche fittizia, è stato un meccanismo molto redditizio per Merlo e soci, alla faccia degli italiani massacrati dalle tasse. Il MAIE è iscritto al registro dei partiti politici italiani, e quindi continua a ricevere soldi ogni anno tramite il sistema del 2 per mille destinato ai partiti politici proveniente dalle dichiarazioni dei redditi degli italiani residenti in Italia. È falso, quindi, quello che raccontano Merlo e il MAIE, cioè che non riceve finanziamenti perché sarebbero stati aboliti.

Elenco paesi MAIE: Albania (Tirana), Argentina (Buenos Aires, Cordoba, Rosario, Cuyo, La Plata, Mar del Plata, Bahia Blanca, Mendoza, Lomas de Zamora), Australia (Melbourne), Belgio (Bruxelles), Bolivia, Brasile (Curitiba, San Paolo, Rio de Janeiro, Recife, Porto Alegre), Bulgaria (Sofia), Canada (Montreal, Toronto), Cile, Colombia (Bogotá), Costa Rica (San José), Croazia (Zagabria), Danimarca (Copenhagen), Ecuador, El Salvador, Francia (Parigi, Nizza), Germania (Stoccarda), Grecia (Atene), Guatemala, Honduras, Israele (Tel Aviv), Italia (Roma), Lituania (Vilnius), Messico (Città del Messico), Moldavia (Chisinau), Nicaragua (Managua), Panama, Paraguay (Asunción), Perù (Lima), Principato di Monaco, Regno Unito (Edimburgo/Scozia, Glasgow/Scozia), Repubblica Dominicana (con Angelo Viro e Ricky Filosa e il consolato di Santo Domingo che non funziona, Las Galeras), Romania (Bucarest), Russia (Mosca), Slovacchia (Bratislava), Slovenia (Lubiana), Stati Uniti d'America (Chicago, Boston, New York), Sudafrica (Johannesburg), Svizzera (Lugano), Turchia (Istanbul), Uruguay (Montevideo), Venezuela (Caracas).

Si noti come la maggiore concentrazione "coordinatori" stia in Argentina, storico posto dove avvengono brogli nella circoscrizione Estero. Da qualche anno, il MAIE ha provato anche a radicarsi in Repubblica Dominicana (si parla spagnolo come in Argentina), dove ha stabilito la residenza il romano Ricky Filosa con il sito "Italia chiama Italia", che dice di tutelare gli italiani all'estero — non si è mai capito in che modo — ma in realtà è registrato a Civitavecchia in provincia di Roma (altro che estero…) in modo da non precludersi la possibilità di accedere ai contributi pubblici dell'editoria, e di fatto fa da megafono politico per il MAIE di Ricardo Merlo.

Candidati del MAIE all'estero

Nel 2018, il movimento succhia-soldi degli "italiani all'estero" (che non ha mai devoluto un centesimo agli italiani all'estero…) si presenta con ben dodici candidati alla Camera dei deputati e sei al Senato della Repubblica. America meridionale (Camera): Mario Alejandro Borghese, Walter Petruzziello, Nello Collevecchio, Maria Del Rosario Lamorte, Antonio Laspro, Mariano Rafael Gazzola, Franco Tirelli, Luis Molossi. America meridionale (Senato): Ricardo Antonio Merlo, Luciana Laspro, Aldo Antonio Chianello, Mariana Valeria Lalanne. America settentrionale e centrale (Camera): Angelo Carmelo Viro, Giovanna Giordano, Salvatore Ferrigno, Leonardo Metalli. America settentrionale e centrale (Senato): Augusto Sorriso, Giuseppe Canciani. Ci sono poi altri due candidati all'interno della mini-lista di centrodestra "Noi con l'Italia" in Europa, formata da ex berlusconiani (come Raffaele Fitto e Maurizio Lupi) o ex leghisti (come Flavio Tosi, ex segretario e figura di spicco della Liga Veneta/Lega Nord, che poi ha litigato con Salvini ed è stato cacciato dalla Lega), che però poi sono ritornati da Berlusconi quando hanno annusato aria di sconfitta dalle parti del PD: Anna Mastrogiacomo e Pietro Cappelli. È curioso che il MAIE critichi Fucsia Nissoli per aver cambiato troppi partiti (fu eletta nella lista Monti in quota MAIE, poi è passata con qualche partitino alleato del PD, e ora si presenta con Berlusconi) quando proprio il MAIE si infila in una lista ("Noi con l'Italia") formata solo da voltagabbana che cambiano poltrona a ogni sei mesi. In pratica siamo di fronte al bue che dice cornuto all'asino.

Redazione online