Cos'è la Link Campus University

La Link Campus University è una piccola "università" privata che per alcuni anni è stata gestita dal CEPU, come pubblicato sul giornale Milano Finanza che è andato a verificare presso la Camera di Commercio (cliccate sul link per scaricare l'articolo di giornale in PDF).


Storia della Link Campus University a Roma, Catania e Palermo

Si noti che all'epoca questa università, pur avendo sede legale all'indirizzo di Roma sulla via Nomentana, non era riconosciuta in Italia. Tuttavia, il CEPU iniziò a vendere lauree (presumibilmente maltesi) anche in Sicilia, per l'esattezza presso le sedi di Palermo e Catania. In giro per l'Italia, le opinioni su questa sedicente università erano pessime: in pratica bastava pagare €8000 di retta annuale per completare, anche per via telematica, i corsi di laurea in economia, giurisprudenza, scienze politiche e scienze della comunicazione. Attraverso le tante convezioni con enti pubblici o aziende — la piccola università Link Campus aveva bisogno di farsi pubblicità il più possibile — qualcuno riuscì a spuntare sconti "all'ingrosso" fino a ridurre retta e tasse a €2000 annuali. Lo sconto era notevole (ben €6000 in meno a persona) ma la Link Campus aveva bisogno di vendere pezzi di carta il più possibile. I riconoscimenti di crediti formativi universitari (CFU) erano abbondanti, facili e addirittura automatici (grazie ad accordi collettivi): ad esempio, per le sole esperienze lavorative o professionali autodichiarate, venivano riconosciuti almeno 150 crediti su 180, in modo da abbreviare il più possibile i tempi di "studio". Tra gli enti che hanno maggiormente beneficiato delle centinaia di lauree facili di Unilink (altro nome della Link Campus) troviamo il sindacato di polizia SIULP, che nell'apposita pagina del sito ufficiale ci spiega a chiare lettere come laurearsi tramite la convenzione con la Link Campus.

Non è chiaro che utilità potesse avere una laurea proveniente da Malta, isola che a quei tempi non faceva neppure parte dell'Unione Europea. Tuttavia, grazie ad appoggi politici di vario genere, sia di sinistra che di destra — anch'essi in cerca di lauree facili — l'università è riuscita a sopravvivere "nell'ombra". Successivamente, attraverso una serie di cavilli e di accordi politici, le lauree maltesi furono spacciate per italiane.

Il decreto Gelmini che ha trasformato la Link Campus University in università riconosciuta in Italia

Nell'anno 2011 il fondatore della Link Campus University, che nel frattempo aveva riacquisito l'università dal CEPU (attraverso delle "società di gestione" intermedie, intestate a giovani prestanome), era ancora membro del governo Berlusconi in qualità di sottosegretario. Poco prima di andarsene, chiese al ministro della pubblica istruzione di far diventare la sua "Link Campus University" un'università italiana. La Gelmini lo accontentò, emanando un apposito decreto.

L'improvvisa trasformazione di Link Campus University da università presumibilmente maltese in università italiana suscitò molte critiche sulla stampa nazionale, perché mancavano alcune autorizzazioni e pareri obbligatori per legge in caso di istituzione di una nuova università italiana. Ad esempio non erano stati consultati né l'ANVUR (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) né i Comitati regionali. Il Secolo XIX segnalò che "l'ultima università è nata ignorando la legge", mentre Il Fatto Quotidiano parlò di "colpo di coda di Mariastella" (cliccate sui link per scaricare gli articoli di giornale in PDF).

D'altra parte, il governo Berlusconi stava per terminare, quindi il fondatore dell'università aveva fretta di avere il decreto e non c'era il tempo di seguire la completa procedura legale. Si decise, quindi, di far spuntare molto rapidamente dal cappello a cilindro un'università privata, con tutte le prevedibili polemiche che ne seguirono.

Nell'articolo del Secolo XIX leggiamo che, per rispondere ai fatti (non opinioni) riportati sui quotidiani, Vincenzo Scotti (Enzo) disse che non c'era bisogno di chiedere quelle autorizzazioni, perché le verifiche erano già state fatte cinque anni prima da altri enti che esistevano prima dell'ANVUR. Peccato solo che nessuno aveva mai comunicato di trasformare la Link Campus in università italiana, e quindi le ipotetiche "verifiche" del passato non c'entrano nulla con il decreto Gelmini.

Finanziamenti pubblici tramite bandi per borse di studio master INPS ex INPDAP e UE: quanto costano agli italiani

Come se non bastasse, dopo l'approvazione illegale, la Link Campus University iniziò a ricevere finanziamenti pubblici, sebbene perfino il decreto Gelmini che la istituiva prevedesse esplicitamente, all'art. 2, che questa università non determina oneri a carico dei finanziamenti statali. In barba alla legge, la Link Campus University ha invece iniziato a ricevere numerosi fondi pubblici, tra cui costose borse di studio per master INPS (ex INPDAP) destinate a dipendenti della pubblica amministrazione (o ai figli), e fondi per l'istruzione di provenienza europea, anch'essi assegnati con bando pubblico statale. In pratica, questa Link Campus University è una vera e propria gallina dalle uova d'oro, grazie ai proventi delle tasse pubbliche pagate dai cittadini italiani utilizzati per arricchire i soliti noti attraverso "borse di studio".

Nel 2013 è stata perfino presentata un'interrogazione parlamentare presso la Camera dei deputati, a cui nessuno ha risposto. Nell'interrogazione, alcuni deputati (o ex deputati) del Movimento 5 Stelle chiedono che fine facciano realmente i fondi pubblici: vengono usati per arricchire le tasche di qualche privato, oppure hanno una ignota utilità sociale? Qualunque sia la risposta, il loro utilizzo è comunque vietato dal decreto Gelmini che trasformò Link Campus University in università italiana. Ma alla Link Campus University cosa volete che importi della legge e degli scandali? L'importante è comprare e vendere lauree (anche al Movimento 5 Stelle), oppure inutili master sportivi sulla sicurezza droni o MBA, e chi più ne ha più ne metta. Alla fantasia non c'è limite, specialmente quando tutto avviene a spese degli ignari contribuenti italiani che pagano le tasse.

Altre sedi online telematiche: area executive

Nel frattempo sono misteriosamente spuntate decine di altre sedi "teletrasmesse", soprattutto al sud: Napoli, Avellino, Pozzuoli, Battipaglia, Locri, Reggio Calabria, ampiamente pubblicizzate anche su Facebook. Non è mai stato chiaro se tutte queste sedi online siano legali, ma, per evitare dubbi, la Link Campus preferisce chiamarle "executive". In pratica, chi non ha tempo o voglia di andare all'università, diventa un "executive", cioè un dirigente d'azienda. Ma cosa c'entra? Misteri della Link Campus.

La Vigamus Academy per la cosiddetta laurea in videogiochi di ranking pessimo

Una delle trovate più recenti della Link Campus è spacciare la vecchia laurea in scienze della comunicazione, che già vendevano 15 anni fa col nome di "University of Malta", per "laurea in videogiochi". È superfluo dire che non si studia l'informatica e loro stessi non hanno mai prodotto videogiochi, però questa benedetta laurea in scienze della comunicazione bisognava pure rimetterla sul mercato. Spunta quindi una "convenzione" con Vigamus Academy, un centro privato di Roma che dice di creare importanti videogiochi fino ad oggi mai visti in giro. Sapete quanti "esperti" di videogiochi sono stati formati finora? Nessuno! Cercate in giro voi stessi.

D'altra parte, cosa c'entra una semi-sconosciuta università di materie giuridico-economiche con l'area scientifica dell'informatica e della progettazione dei videogiochi? Rispondetevi da soli. Tuttavia, anche in questo caso, la "laurea in videogiochi" (che legalmente è invece una laurea in scienze della comunicazione) è stata ancora una volta oggetto di una martellante pubblicità su Internet, Facebook incluso. Il costo complessivo da pagare non è inferiore a 15000 euro, a cui vanno aggiunte tasse e spese extra. Tutto ciò per restare disoccupati, dato che i "comunicatori" hanno molta difficoltà a trovare lavoro. Purtroppo la Link Campus non dice che la sua laurea in videogiochi, in convenzione con la cosiddetta Vigamus Academy, non è affatto riconosciuta in Italia come vera e propria laurea in videogiochi (che non esiste nelle classi di laurea del MIUR) bensì semplicemente come laurea in scienze della comunicazione del DAMS, che loro chiamano "Link Academy". Consueta mancanza di trasparenza, ma se c'è una cosa in cui sono davvero specializzati alla Link Campus è inventare pubblicità ingannevoli.

False promesse di lavoro della Link Campus

È assurdo che la Link Campus University continui a insultare la nostra intelligenza raccontando di essere "una prestigiosa università con cui si trova lavoro". Il pezzo di carta della laurea alla Link Campus può tornare utile utile a chi un lavoro già ce l'ha pronto — presumibilmente su raccomandazione — ma, poiché non fornisce alcuna preparazione, non esistono altri usi concreti. Con quello che costa, ne vale la pena?

Gli unici che riescono ad accaparrarsi un lavoro sono quei dipendenti dell'università privata Link Campus che hanno un contratto a tempo indeterminato grazie ai fondi pubblici UE, come reso noto dal Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri (pagina 1: Gestione Link Spa e pagina 2: Fondazione Link Campus University).

Link Campus University: quanto costa

La retta universitaria annuale della Link Campus è di circa €9000, a cui però vanno aggiunte tasse regionali ecc. In totale, si aggira quindi sui 10.000 euro all'anno. Potete ottenere degli sconti se siete convenzionati. Il costo di alcuni master può però superare i 15.000 euro, a meno che non li rimborsi l'INPS attraverso il summenzionato meccanismo dei finanziamenti pubblici.

Indirizzo della nuova sede

Nell'autunno del 2016 la Link Campus University ha lasciato la sede di via Nomentana 335, che poi era un locale preso in affitto dal San Leone Magno, e si è trasferita in via del Casale di San Pio V 44 (sempre a Roma), portandosi dietro la cosiddetta Vigamus Academy. Come al solito, non è però chiaro se si sono trasferite anche le sedi delle varie "società di gestione" che controllano la Link Campus e che incassano i finanziamenti pubblici pagati dai cittadini italiani.

Quali sono i corsi di laurea e le facoltà

Alla Link Campus University "parlano" un inglese da scuola elementare (nella migliore delle ipotesi), ma hanno sempre avuto il pallino di chiamare le lauree con nomi anglofoni. Questa tattica tornava particolarmente utile ai tempi dell'oscura affiliazione all'università di Malta. Cercate di non farvi ingannare: si tratta semplicemente di lauree in:

Loro però, pur restando completamente ignoranti in inglese, preferiscono dire:

Lauree ed esami fantasma: il caso di ingegneria della sicurezza e dell'intelligence

Fino a qualche anno fa, la Link Campus raccontava di avere anche una business school, che poi è misteriosamente sparita — ammesso che sia mai esistita. Non è poi una grossa perdita, considerando che questa "school" non era accreditata da nessuno.

Ma i maggiori sospetti si accumulano sulle presunte lauree in ingegneria della sicurezza, dell'intelligenze e dell'innovazione che la Link Campus diceva di avere attivato (cliccate sul link per vedere la loro homepage dell'epoca e leggere cosa scrivevano). L'iscrizione per conseguire queste strane lauree, che a loro dire erano rilasciate da Malta in forma di Bachelor e Master — anche se la vera università di Malta, con sede a La Valletta, ci ha confermato di non avere mai erogato corsi di laurea di questo tipo (situazione analoga a quella del SAE) — sono state pubblicizzate sui giornali e sui forum Internet. Tuttavia, al momento della trasformazione della Link Campus in università italiana, i corsi non risultavano riconosciuti dal MIUR (al contrario dei vari economia, giurisprudenza, scienze politiche, scienze della comunicazione ecc.)

Viene quindi da chiedersi: che fine hanno fatto queste lauree "fantasma" in ingegneria? Sono state convertite attraverso qualche stratagemma in lauree italiane prima che il MIUR le disconoscesse? E gli esami, sono esistiti davvero oppure bastava pagare i soliti 8000 euro annui per laurearsi? In effetti, sebbene il sito parlasse di esami da sostenere, non risulta traccia di esami realmente sostenuti da qualcuno. Attenzione: non stiamo parlando di esami facili, ma di esami inesistenti. Di sicuro non siamo sorpresi: la Link Campus ci ha ormai abituato a queste messe in scena.

Opinioni e testimonianze di ex studenti

Dal sito google.com — sì, gestito proprio dalla nota multinazionale americana — pubblichiamo le testimonianze di due ex studenti. C'è chi si sente truffato e li denuncia per truffa, chi si è fatto venire l'esaurimento nervoso, e chi cerca di essere ottimista e valuta l'aspetto in termini puramente utilitaristici (ovvero: mezzo punto in certi concorsi pubblici).

Giulio: I corsi e i "master" che tengono sono dei bidoni senza precedenti il cui unico scopo è intascare i soldi dell'Inps. Se sei uno studente non perderci tempo anche se sei un borsista, se sei un docente non perderci tempo perché cercheranno in tutti modi di non pagarti, di pagarti meno del dovuto o di farlo il più tardi possibile.
Barbara: Descriverla pessima è poco. I bastioni di Orione forse neanche bastano. Forse è anche peggio di certe università telematiche. Del placement non ne parliamo: manco sanno dove sta di casa, figuriamoci il resto. Sottoscrivo appieno il commento di Giulio. Serve giusto per avere quel mezzo punto che potrebbe tornare utile ai concorsi… ma è davvero necessario buttare tutti quei soldi (pubblici o privati)?

Bibliografia

Milano Finanza, CEPU si compra l'ateneo di Scotti, acquisito il 51% di Link Campus spa, 20 ottobre 2004
Il Secolo XIX, L'ultima Università è nata ignorando la legge, 12 gennaio 2012
il Fatto Quotidiano, Il colpo di coda di Mariastella, 29 novembre 2011
Atto Camera dei deputati, Interrogazione a risposta scritta 4/01320
il Giornale, Le chat segrete del caso Link e lo strano conto a San Marino, 29 marzo 2018
Sindacato Italiano Unitario dei Lavoratori della Polizia SIULP Nazionale, Link Campus University Proposta formativa per gli iscritti SIULP, 26 marzo 2015

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