Lo strano caso di Fucsia Nissoli

Proseguiamo il nostro viaggio nella galassia dei parlamentari eletti all'estero che hanno cambiato casacca: è il turno di Angela Nissoli detta Fucsia.


Angela Rosaria Nissoli in Fitzgerald detta Fucsia è un curioso personaggio che, eletta in rappresentanza del partito argentino MAIE nelle liste della defunta Scelta Civica di Mario Monti, ha cambiato casacca poco tempo dopo per passare con altri piccoli gruppi parlamentari di scarsa rilevanza politica che gravitano nell'orbita della maggioranza renziana targata PD, restando vicina a Lorenzo Dellai, capobastone del centrosinistra in Trentino Alto Adige. Il lungo elenco di micro-partiti termina, per il momento, con un misterioso "Democrazia solidale". Ricordiamo che, il 25/2/2014, Fucsia Nissoli ha espresso voto favorevole in occasione della fiducia al governo Renzi. In altre parole, oggi Fucsia Nissoli racconta che non ha mai fatto parte della maggioranza di Renzi, mentre invece il suo voto favorevole è rimasto agli atti della Camera dei Deputati. Dopodiché Renzi non ha fatto nulla per gli italiani all'estero — a parte utilizzarli per raccattare un po' di "sì" al referendum costituzionale del 2016 — ma, purtroppo, questa è un'altra storia. La medesima menzogna viene raccontata dal MAIE, di cui, come dicevamo, Fucsia Nissoli faceva parte: anche gli argentini dicono di non avere mai avuto a che fare con le magagne del Partito Democratico di Renzi… peccato solo che si fiondarono a votarlo.

Fucsia Nissoli sottrae fondi pubblici ai veri italiani emigrati all'estero, destinandoli a raccomandati residenti in Italia

Ancora più curioso è il soprannome che la Nissoli si è attribuita nella propria biografia: Fucsia, ma in fin dei conti ognuno è libero di scegliersi i nomignoli che vuole. Quello che invece non si dovrebbe fare, specie nel caso di una deputata italiana eletta all'estero, è dirottare fondi pubblici su personaggi italiani non residenti all'estero per consentire a questi ultimi di farsi viaggi in America completamente "a scrocco", alla faccia dei disoccupati italiani e dei veri emigrati all'estero che invece devono pagarsi tutto da soli. A tale proposito, si veda il caso del famigerato programma "Cervelli in viaggio", in cui un gruppo di studenti residenti nella regione Lazio, scelti senza alcun bando pubblico, hanno potuto farsi una vacanza in America senza sborsare un centesimo. Fin qui non ci sarebbe molto da scandalizzarsi, perché l'Italia ci ha già ampiamente abituati agli sperperi di denaro pubblico. Il problema, però, è che Fucsia Nissoli bombarda gruppi e pagine Facebook spacciando questo sperpero come "iniziativa destinata agli italiani all'estero per far rientrare i cervelli in fuga" da lei sponsorizzata. Innanzitutto, tra i beneficiari dei viaggi non c'è neppure un italiano residente all'estero. In secondo luogo, come si può parlare di "cervelli in fuga" se questi personaggi non hanno mai lasciato l'Italia? Paradossalmente, i "viaggi a scrocco" sono proprio la prima occasione che è stata data ai soliti amici degli amici di mettere piede fuori dall'Italia per una bella vacanza a spese di tutti i contribuenti della Regione Lazio (disoccupati inclusi). E infine, per volere mettere i puntini sulle i, chi ha stabilito che sono cervelli? La cosiddetta "onorevole" Fucsia Nissoli? Noi invece li chiamiamo scrocconi, non cervelli. Si tratta di un'iniziativa ingiusta non solo nei confronti degli italiani all'estero — tirati in ballo per scopi meramente propagandistici e pubblicitari — ma anche dei giovani italiani tutti, che di sicuro non possono fare vacanze gratis.

In conclusione, Fucsia Nissoli dovrebbe avere quel minimo di decenza necessario per cessare di insultare l'intelligenza degli italiani all'estero, e in particolare di quei giovani che, a spese proprie, hanno dovuto lasciare l'Italia per cercarsi un lavoro.

Aggiornamento: Nissoli cambia ancora e passa con Forza Italia

Ecco l'ennesimo salto della quaglia di Fucsia Nissoli, che qualche mese prima delle elezioni politiche del 2018 cambia nuovamente partito. Questa volta sceglie… Silvio Berlusconi! Per carità, non c'è niente di male: nessuno è mai morto per un po' di sano bunga-bunga. Dalla fiducia al governo PD di Renzi, a Forza Italia: ormai non ci sorprendiamo più di nulla… per Fucsia Nissoli, darsi alla politica è come andare a giocare alle slot machine in un casinò di Las Vegas, ma ovviamente con i soldi degli altri.

Le "interrogazioni" di Fucsia Nissoli

Tra le parlamentari donne elette all'estero c'è sempre stata molta rivalità personale — più della media che si registra tra gli uomini — e, come al solito, ciò ha portato a non concludere mai nulla per quanto riguarda il miglioramento dei servizi per gli italiani all'estero. Se una deputata dice una cosa, l'altra deve — per principio — dire l'opposto, e quindi si annullano a vicenda. In questo caos, Fucsia Nissoli ha trovato un modo per restare a galla sui (pochi) giornali che la seguono: fare interrogazioni parlamentari. Con questo metodo, può poi diffondere comunicati stampa a raffica in cui dice che "l'onorevole Fucsia Nissoli ha fatto un'interrogazione parlamentare". Peccato solo che queste "interrogazioni" — se ne contano a decine — non siano mai servite a nulla, se non, come già detto, a tentare di far risaltare il proprio nome sui giornali. Le "interrogazioni", poi, chiedono sistematicamente agli altri "cosa si intende fare per…", come se fosse solo compito di altri darsi da fare per risolvere i problemi degli indecenti (dis)servizi per gli italiani all'estero. Cosa intenda fare, o meglio ancora cosa abbia fatto in concreto, Fucsia Nissoli, rieletta tramite brogli elettorali in Canada, nessuno lo ha mai capito.

Bibliografia

Camera dei deputati, FITZGERALD NISSOLI Fucsia, XVII legislatura

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