ENAV lavora con noi: concorso, selezione, academy. Ma sarà vero?

Come lavorare in ENAV: offerte di lavoro e assunzione immediata con contratto da sogno a tempo indeterminato per diplomati

Vi auguriamo che nella vita non abbiate la sfortuna di conversare (si fa per dire) con un dipendente ENAV… non necessariamente un controllore di traffico aereo, poiché il carrozzone italiano imbarca una pletora di figure diverse, tutte accomunate da tre caratteristiche:

Fin qui è tutto normale: anche i muri sanno che il monopolista ENAV è sempre stato uno dei territori preferiti per le scorribande dei partiti. Per esempio, iniziate a leggere i nomi in consiglio di amministrazione… e vi verrà voglia di fuggire dall'Italia.

ENAV Spa e la "privatizzazione pubblica"

Oggigiorno però c'è una differenza, insita proprio nell'esistenza di un CdA e di un amministratore delegato. Infatti l'ENAV, insultando l'intelligenza umana, da qualche tempo si fa chiamare SpA. Una società per azioni molto particolare, dato che la maggioranza assoluta delle azioni è di proprietà del Ministero dell'Economia. Si tratta pertanto della tipica privatizzazione all'italiana, studiata ad hoc per eliminare il concorso pubblico e blindare ancora meglio i posti riservati ai raccomandati. Questi ultimi, peraltro, avranno la faccia tosta di raccontarvi (durante la summenzionata conversazione) che loro sono "dipendenti privati", scelti a seguito di una accurata "selezione". Magari parlando a un vero dipendente privato, oppure a un imprenditore, oppure a un autonomo. O peggio ancora a un disoccupato che paga le tasse. Quali siano i punteggi ottenuti durante queste fantomatiche selezioni, quali siano i criteri di valutazione, quale sia il reale numero di persone inserite in organico, nessuno lo saprà mai. Perché loro sono "privati", ancorché stipendiati con i nostri soldi che passano attraverso lo Stato.

Per decenni si accedeva all'ENAV tramite concorso pubblico. Quest'ultimo era spesso truccato, ma per lo meno era obbligatorio. Oggi, invece, l'ENAV è stato trasformato in società per azioni a maggioranza assoluta statale. Ciò implica che i concorsi pubblici sono stati aboliti (perché nelle società per azioni non vengono indetti) e quindi il personale può essere assunto direttamente su chiamata tramite selezione per raccomandazione. Si tratta quindi del tipico carrozzone italiano dove mangiano mestieranti della politica, partiti vecchi e nuovi, sindacalisti, affaristi di vario genere e chi più ne ha più ne metta. Il posto di controllore di volo è sostanzialmente ereditario, perché i padri lo lasciano ai figli.

È il tipico caso in cui Totò commenterebbe con il mitico, e tristemente realistico,

…e io pago!

Ma niente da fare. Il dipendente ENAV non si rende conto (o meglio, fa finta di non rendersi conto) di appartenere a una vergognosa casta politico-sindacale di centro, sinistra e destra. Lui, poverino, si sente un lavoratore vessato — da cosa?? — e quindi sciopera, infischiandosene del fatto che gli unici veri danneggiati sono gli italiani costretti a viaggiare per lavoro, ovvero coloro che gli permettono di percepire uno stipendio notevolmente più alto rispetto alla media nazionale. Lo sciopero dei controllori di volo è uno scandalo nazionale, perché in tempi in cui la disoccupazione galoppa e tanti giovani preparati sono costretti a emigrare per cercarsi un lavoro (oppure a restare disoccupati in Italia), i controllori del traffico aereo mantengono i loro stipendi d'oro e tutti gli storici privilegi di casta. I cittadini che ne pagano davvero le conseguenze sono sempre i viaggiatori, fermo restando che i controllori di volo sono pagati con i soldi pubblici di tutti.

L'ENAV Academy è indispensabile?

E pensare che basterebbe assumere i CTA già addestrati dall'Aeronautica che non ricoprono ruoli militari, come previsto anche da una legge approvata ai tempi del governo Monti. E invece no: per l'ENAV, l'Aeronautica è inutile, e bisogna mantenere la cosiddetta "academy" per pagare corsi retribuiti destinati a neo-raccomandati in possesso di diploma (all'ENAV, un dott. arch. ing. aeronautico o aerospaziale non serve a nulla). Sì, avete capito bene, il corsista viene pagato per frequentare il corso (neppure personaggi come Leonardo Da Vinci o Enrico Fermi ebbero questo privilegio). Sempre rigorosamente a nostre spese. Ma se entriamo in aeroporto, magari per un importante viaggio di lavoro, rischiamo di restare a piedi.

ENAV sul TG La7

Per un approfondimento sintetico e chiaro su cosa si nasconde dietro la pagina "ENAV lavora con noi" e l'Academy ENAV, guardate questo servizio di Enrico Mentana su TG La7 riguardante la parentopoli delle assunzioni pilotate:

La strana convenzione con l'università telematica Giustino Fortunato

Il diplomato assunto in ENAV non ha la laurea? Nessun problema, può prendersela con calma mentre lavora, tramite l'università telematica Giustino Fortunato di Benevento, di cui ci eravamo già occupati in passato, in un curioso corso di laurea in "Scienze del trasporto aereo online". Sorge qualche dubbio:

…tutte domande a cui, come al solito, ENAV non risponderà mai.

Redazione online