Il gran pasticcio dell'apertura e della chiusura dell'ambasciata-consolato d'Italia a Santo Domingo in Repubblica Dominicana

Nonostante i proclami dei politici, i cittadini italiani continuano a subire disagi.


L'ambasciata italiana con consolato a Santo Domingo, capitale della Repubblica Dominicana, è da anni al centro di infuocate polemiche. Intorno al 2013 molteplici testate giornalistiche si soffermarono su uno scandalo legato a una presunta compravendita di visti gestita da funzionari infedeli del Ministero degli Esteri in servizio a Santo Domingo. In questo modo, secondo le ricostruzioni giornalistiche, migliaia di personaggi non proprio raccomandabili hanno potuto trasferirsi in Italia utilizzando documenti comprati. Nel frattempo,

  1. l'ambasciatore è andato in pensione;
  2. tutti gli impiegati, inclusi quelli presumibilmente infedeli, sono stati trasferiti presso altre sedi estere (chissà se continuano a vendere visti e passaporti);
  3. l'ambasciata è stata chiusa a partire dal 2015, ufficialmente per non ben precisati motivi di "bilancio".

L'inchiesta della Procura della Repubblica di Roma è stata rapidamente archiviata poco dopo la chiusura dell'ambasciata, ma in realtà la vicenda resta nebulosa e non è mai stato accertato se tutti i visti e i passaporti siano stati emessi in modo regolare.

La notizia falsa della riapertura dei servizi del consolato italiano a Santo Domingo in Repubblica Dominicana

Intanto su Internet — in particolare su Facebook — è spuntata una bufala (fake news) secondo cui l'ambasciata e il consolato d'Italia in Repubblica Dominicana sarebbero stati riaperti grazie all'intervento di partiti e politicanti (tra poco vedremo chi sono), e sarebbe perfino possibile prendere l'appuntamento per telefono. Tale notizia è completamente falsa: se vi recate sul posto, vi accorgerete che non esiste ufficio aperto al pubblico, né esiste una data certa circa l'ipotizzata apertura. Anzi, se volete un consiglio, non andateci proprio così risparmiate tempo, soldi e arrabbiature. Si tratta, in sostanza, di chiacchiere politiche. È stato invece aperto un bizzarro sito "Prenota on line", che in teoria dovrebbe servire a prendere appuntamenti via Internet, ma in pratica è uno specchietto per le allodole perché non funziona quasi mai.

I parlamentari eletti nella circoscrizione estero per la ripartizione dell'America settentrionale e centrale (che comprende la Repubblica Dominicana) sono tutti impegnati a intestarsi questa importante "vittoria" della (finta) apertura dell'ambasciata-consolato di Santo Domingo:

  1. Francesca La Marca, deputato del Partito Democratico;
  2. Angela Fucsia Nissoli, deputato proveniente dal MAIE (oscuro acronimo di un partito argentino denominato Movimento Associativo Italiani all'Estero) inserita nelle liste della defunta Scelta Civica di Monti a seguito di un accordo elettorale, poi passata con il centrosinistra di Lorenzo Dellai alleato del PD (dove è rimasta per quattro anni) e infine passata con Berlusconi a pochi mesi dalle elezioni del 2018;
  3. Renato Turano, senatore del Partito Democratico.

Questi figuri fanno parte della maggioranza parlamentare a guida PD e hanno votato la fiducia al governo Renzi, che tuttora sostengono con tanto di propaganda per il "sì" al referendum costituzionale del 2016. Pertanto, i sopraccitati partiti hanno chiuso l'ambasciata-consolato di Santo Domingo a partire dal 1 gennaio 2015, adducendo motivazioni di "bilancio" e necessità di "risparmio" — proprio loro che hanno sempre incassato denaro pubblico tramite i vergognosi rimborsi elettorali — ma adesso dicono di volerla aprire. Alla faccia del risparmio! Vi rendete conto quanto costi aprire e poi chiudere sedi diplomatiche o consolari? Ce lo fa notare il Fatto Quotidiano in un recente articolo dedicato proprio allo strano caso della Repubblica Dominicana.

Hanno votato la fiducia al governo Renzi, con conseguente chiusura dell'ambasciata italiana a Santo Domingo, anche i deputati argentini Ricardo Merlo (fondatore del MAIE) e Mario Borghese, come apprendiamo da questo atto della Camera dei Deputati in cui Merlo, rivolgendosi a Renzi, afferma addirittura: "Noi apprezziamo il suo coraggio, condividiamo i suoi sogni e le formuliamo i migliori auguri per il suo lavoro". Caspita… una fanfara da far invidia alla Boschi. Ma con quale faccia, questi parlamentari, hanno ora il coraggio di raccontarci che "si battono a difesa dell'ambasciata e del consolato in Repubblica Dominicana e ne hanno ottenuto l'apertura"? Siamo nella pazzia.

Il PD, ma anche i deputati degli altri partiti, si aggrappano alla scusa secondo cui la chiusura dell'ambasciata "era obbligatoria perché già decisa in passato". Falso: nulla obbligava Renzi a chiudere sia l'ambasciata che il consolato di Santo Domingo in Repubblica Dominicana. Sarebbe bastato prendere una nuova decisione, meglio se facendo chiarezza sulla presunta compravendita di visti e passaporti — vicenda che è stata invece insabbiata. Renzi vuole addirittura cambiare la costituzione italiana; figuriamoci se non poteva evitare di chiudere un consolato. Il problema è che Renzi, come tutti gli altri, è interessato esclusivamente ai suoi interessi. Altro che italiani all'estero, i quali devono sempre arrangiarsi da soli.

Analogamente alla maggioranza parlamentare a guida PD, pure l'inutile mini-partito MAIE ha intascato per anni i soldi degli italiani sotto forma di vergognosi rimborsi elettorali, ed evita accuratamente di fare campagna referendaria per dire "no" alla demolizione della costituzione italiana, in modo da non disturbare il capobanda Matteo Renzi. Nel frattempo si alleano con Denis Verdini, già condannato in primo grado per concorso in corruzione (salvatosi poco dopo grazie alla prescrizione del reato) ma con altri quattro processi in corso (tra cui uno per bancarotta fraudolenta), e costituiscono appositamente un nuovo gruppo parlamentare con questo losco individuo per restare determinanti nella maggioranza a guida PD e continuare a costringere i residenti italiani in Repubblica Dominicana a recarsi a Panama. Questi politici pensano solo ai rimborsi elettorali — sono in trepidante attesa di farsi bonificare gli arretrati — e non hanno mai dato un centesimo agli italiani all'estero.

Secondo le malelingue, il governo Renzi, nel timore di perdere il referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, ha ora l'urgenza di inserire qualche raccomandato all'interno della Casta diplomatica, prima che ciò diventi impossibile nell'eventualità in cui il governo stesso fosse costretto a fare le valigie. Il Consiglio dei Ministri ha quindi approvato la proposta del ministro degli esteri Paolo Gentiloni di aprire tre ambasciate: Niger (Niamey), Guinea (Conakry) e appunto la Repubblica Dominicana (Santo Domingo). Ma come, prima ci raccontano che bisogna chiudere le sedi per "necessità di risparmio", e invece adesso spuntano perfino posti come il… Niger?!?

Fate attenzione: in questo caso, come sta avvenendo, "riaprire le ambasciate" non implica la riattivazione dei servizi consolari! Pertanto, l'intera operazione ha l'unico scopo di assegnare qualche costosa poltrona agli amici degli amici. In pratica, si aggiunge danno a danno.

Totale mancanza di trasparenza sulle vicende dell'ambasciata e del consolato

Alla luce di tutto ciò, la domanda che infine ci poniamo è: siamo davvero sicuri che qualche raccomandato non voglia tornare a vendere visti d'ingresso per l'Italia a personaggi che fingono di essere turisti?

Redazione online